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SNATCH LO STRAPPO (Snatch, Gran Bretagna, 2000)
Regia di Guy Ritchie
con Brad Pitt, Jason Statham, Benicio del Toro

TRAMA
Il ladro di gioielli Franky Quattrodita va a Londra per consegnare al suo boss un enorme diamante rubato. Scatena così, involontariamente, una valanga di avvenimenti comici e sinistri che si snodano intorno al mondo violento della boxe clandestina, tra agenzie di pegni, allevamenti di suini, zingari irlandesi e uno strano cane.
CONSIDERAZIONI
Film divertente, irriverente e brillante. Inquadrature veloci e dialoghi originali tengono lo spettatore sempre impegnato. Piacevole commedia, non banale e ricca di attori strepitosi.
Brad Pitt interpreta uno zingaro irlandese, una parte minore ma lui ha saputo dare il meglio comunque, e i doppiatori italiani hanno saputo riadattare perfettamente il suo modo strano ma divertentissimo di parlare.
Consigliato a chi sono piaciuti i film di Tarantino e il precedente film del regista Guy Ritchie
CURIOSITA’
Per mantenere il set di Snatch - Lo strappo sotto controllo, il regista Guy Ritchie ha introdotto una serie di multe previste per chi faceva squillare i cellulari, per i ritardatari, i pigri, gli sgarbati e i lamentosi.
CITAZIONE
“Mai sottovalutare la prevedibilita’ della stupidita’”

scritto da Nadia

Sin City

SIN CITY (Sin city USA 2005)
Regia Di Robert Rodriguez e Frank Miller
Con Bruce Willis, Mickey Rourke, Jessica Alba

TRAMA
Tratto dall’omonimo fumetto Sin City di Frank Miller, il film narra la storia di alcuni abitanti della città. Diviso in tre episodi, nel primo la storia del poliziotto Hartigan che cerca di salvare la vita ad una bambina rapita da un pedofilo e serial killer. Nel secondo episodio, la storia di Marv, innamorato di una prostituta, la trova morta nel suo letto e capisce di essere stato incastrato, cercherà in tutti i modi di vendicarla. Il terzo episodio è la storia di Dwight e del suo incontro con l’ex fidanzato di Shellie, sua attuale compagna.
CONSIDERAZIONI
Il film è unico nel suo genere. E’ girato completamente in digitale, tutto in bianco e nero con qualche sprazzo colorato per accentuare i particolari. Un fumetto riportato fedelmente sullo schermo, dalla fotografia, alla regia, ai dialoghi, con frasi molto d’effetto, quasi stessimo leggendo un libro invece che guardare un film. Si respira un’atmosfera surreale.
Un film con delle scene un pò forti, ma nel rispetto dello spirito del fumetto e della città di Sin city, città violenta e corrotta. Gustosa la breve scena cameo diretta da Tarantino, amico di lunga data di Rodriguez. Un cast eccezzionale, tutti bravissimi, in particolare Mickey Rourke che deve la sua rinascita come attore anche a Marv.
Insomma, per me uno dei migliori film noir che abbia mai visto, anche se dire noir è molto riduttivo.
CURIOSITA’
Michael Douglas rifiutò la parte di Hartigan, poi andata a Bruce Willis. Altri attori a cui era stato proposto un ruolo nel film sono Christopher Walken e Willem Dafoe per la parte del senatore Roark, Steve Buscemi per la parte di Junior. Robert Rodríguez aveva pensato a Johnny Depp per il ruolo di Jackie Boy, poi andato a Benicio Del Toro.

CITAZIONE
“L’inferno è svegliarsi ogni dannata mattina e non sapere perchè esisti.”
“Se a Sin City imbocchi il vicolo giusto puoi trovare di tutto… di tutto.”

scritto da Nadia

Quella che segue è la vera storia di Babbo Natale e il fatto che non possa essere smentita conferma la sua veridicità.

C’era una volta un uomo dai folti capelli rossi, le braccia forti e i denti bianchissimi che si chiamava Nikolas e viveva nei boschi di un paese del Nord e per tutto l’anno rimaneva sempre solo senza ricevere visite e senza poter scambiare qualche parola con nessuno; anche quando andava giù al villaggio per comprare da mangiare la gente intimorita dalla sua stazza e la sua forza lo evitava perché considerato un gigante rozzo e minaccioso anche se aveva un cuore grande e buono. Gli unici suoi amici erano gli animali del bosco e tra tutti le renne erano quelle a cui era più affezionato perché molto docili e mansuete.

Arrivò un altro inverno per Nikolas colmo di neve e di un vento freddo che ululava tra gli alberi; quel giorno era il suo trentatreesimo compleanno e decise di scendere giù al villaggio per comprare del vino e qualche ciambella e festeggiare così in ricordo di quando era piccolo quando la mamma preparava biscotti come regalo di compleanno.

Si avviò verso il sentiero su una slitta che aveva costruito lui stesso trainata da una sua amica renna; mentre attraversava il bosco sentì un lamento provenire in una radura li vicino. Sembrava un pianto pieno di dolore e di spavento. Fermò la slitta e decise di continuare a piedi avvicinandosi verso quel suono. Finalmente scoprì la provenienza di quel gemito infatti trovò un cucciolo di renna dibattersi nella morsa di una tagliola. Nikolas raggiunge il piccolo animale e con tutta la delicatezza che potevano le sue grandi mani liberò il cucciolo di renna. Quando il piccolo fu libero Nikolas lasciò scattare il ferro della trappola con un rumore secco che corse sopra la neve fino alla cima della montagna.

In un baleno tutte le vette iniziarono a brontolare, un boato cupo si sentì per tutta la valle poi Nikolas vide la neve precipitare dalle cime verso il bosco rimasto alle sue spalle. Abbracciò d’istinto la piccola renna cercando di proteggerla quando quell’enorme matassa bianca li travolse trascinandoli e sommergendoli al punto che Nikolas non sapeva più dove fosse il cielo e dove la terra.

Cercava di gridare pur sapendo che nessuno avrebbe potuto sentirlo sotto quella coltre di neve così strinse la renna al suo petto cercando di trasmetterle un Po di calore e di protezione; ben presto il poco ossigeno che era rimasto svanì e tutto si fece buio intorno a loro.

Quando Nikolas si risvegliò si sentì leggero e felice come mai era stato in tutta la sua vita; giunsero davanti ad una porta che sembrava di oro zecchino; la porta dorata si aprì immediatamente e lui e la

sua piccola renna entrarono in un meraviglioso giardino fiorito.

Un angelo completamente vestito di luce li accolse: “Benvenuto Nikolas” esclamò l’angelo “spero che ti piaccia il giardino che abbiamo preparato per te”; “per me?” chiese stupito Nikolas “io non sono così importante da meritare che qualcuno si preoccupi di accogliermi” “oh si, invece” riprese l’angelo “tu per noi sei molto importante, tutti quelli che soffrono durante la loro vita terrena qui sono i primi per il nostro Signore. Piuttosto dimmi; c’è qualcosa che rimpiangi di quella vita che hai passato per lo più da solo?” “Rimpiango di non aver potuto vedere ogni giorno il sorriso dei bambini, di non averli fatti giocare insieme a me quando al villaggio mi guardavano incuriositi, ma d’altronde, le loro madri e i loro padri non mi hanno mai permesso nemmeno di avvicinarli o di intagliare almeno un giocattolo per loro” “davvero questo ti è mancato?” chiese l’angelo “oh si!” rispose Nikolas “ i bambini sono innocenti come i miei amici animali, loro non si sono mai fatta meraviglia per i miei abiti poveri o perché non avevo modi raffinati. I bambini sono buoni e hanno bisogno delle nostre carezze e dei nostri baci.”. “Ciò che dici è molto bello” riprese l’angelo “e io credo che chi può decidere per te saprà darti la possibilità di realizzare questo tuo piccolo sogno, Attendi qui”.

Dopo un Po l’angelo fece ritorno e disse “Bene, il nostro Signore ti darà la possibilità di esaudire il tuo desiderio di far felici i bambini di tutto il mondo almeno una volta l’anno. “e se qualcuno mi riconoscesse? Nuovamente prenderebbe spavento del mio aspetto di uomo dei boschi” “non preoccuparti” lo rassicurò l’angelo “prova a specchiarti” Nikolas stentò a riconoscersi, i suoi capelli erano bianchi e la sua barba folta e lunga, le sue vesti erano fatte di un pesante panno rosso con i bordi ricoperti di una soffice e candida lana, una robusta cintura di cuoio nero e due stivali completavano il suo nuovo abbigliamento. “Sei soddisfatto ora?” chiese l’angelo “si” rispose Nikolas “non ti chiedi perché ti ho vestito così?” “Perché” chiese il taglialegna; “la tua barba e i tuoi capelli sono bianchi come la neve che ti ha portato fin qui, mentre il tuo vestito è rosso come il fuoco del tuo cuore e del tuo amore, il nero dei tuoi stivali e della tua cintura ti ricorderanno invece la cattiveria degli uomini che tu hai conosciuto e che non dovrà MAI turbare il sorriso dei bambini nella festa di Natale”.

Detto questo l’angelo svanì e Nikolas si risvegliò nel suo letto al calduccio. Pensò di aver sognato ogni cosa e decise di alzarsi ed uscire all’aperto ma non appena uscì in cortile non seppe credere ai suoi occhi; la sua umile casetta non c’era più, al suo posto un grande palazzo tutto illuminato con un giardino bellissimo di piante e di fiori tra le quali il pungitopo e l’agrifoglio; sul fianco di questo enorme edificio una costruzione più bassa anche questa illuminata da cui proveniva un tintinnio di campanelli. Nikolas aprì il grande portone e vide una gigantesca slitta delle nevi attaccata a 12 bellissime renne a capo delle quali vi era quella salvata dalla valanga ora molto più forte e cresciuta nel pieno della sua maturità.

Nikolas non poteva credere ai suoi occhi quando alcuni elfi lo strattonarono per la giubba portandolo in un ampio edificio dove tantissimi giocattoli di ogni tipo e dimensione attendevano di essere incartati e caricati sulla slitta e su una parete una miriade di caselle di legno che sembravano cellette di un alveare. Su ognuna di queste vi era il nome di un paese e al suo interno tantissime letterine che i bambini di ogni parte del mondo avevano spedito a Babbo natale. Tra tutte una casella molto più grande delle altre dove venivano inserite tutte quelle letterine che contenevano richieste di aiuto, pace preghiere e di serenità che erano destinate a Gesù bambino.

Quando tutti i doni e i dolci vennero caricati sulla slitta Nikolas diede il comando di partenza e così iniziò la notte più lunga e magica dell’anno; la stessa che ogni vigilia di Natale si ripeterà per secoli e secoli fino all’eternità.

Fine.

Scritto da Etabeta

Torrone

Ingredienti:
400 gr. Mandorle sgusciate
250 gr. Miele
200 gr. Nocciole
150 gr. Zucchero di canna
2 uova
1 limone
scorze di arancia candita
ostie

Preparazione:
Spellate le mandorle e le noci (tostandole nel forno per qualche minuto dopo averle scottate in acqua bollente).
Fate scogliere il miele a bagnomaria e dopo un oretta aggiungere al miele un cucchiaio alla volta, gli albumi montati a neve.
In un altro pentolino caramellare lo zucchero e poi unite anch’esso al miele.
Continuate a mescolare sopra il gas finchè il composto non sarà consistente.
Unite le nocciole e le mandorle, la scorza d’arancia candita tagliata a dadini e la scorza di un limone grattugiato.
Mettere il composto su un vassoio da forno ricoperto di ostie per un paio di centimetri di altezza.
Coprite la parte superiore con altre ostie e attendere che si raffreddi prima di tagliare.

Scritto da Etabeta

Lo spaccacuori (The heartbreak kid USA 2007)
Regia di Peter e Bobby Farrelly
Con Ben Stiller, Michelle Monaghan

TRAMA
Eddie, quarantenne ancora single, decide che il tempo non aspetta e sposa Lila, una ragazza conosciuta solo da poche settimane. In viaggio di nozze si renderà conto che sua moglie non è esattamente quello che si aspettava.
CONSIDERAZIONI
Commedia divertente senza grosse pretese, ma con alcune scene davvero esilaranti (soprattutto la prima volta che fanno l’amore). Molto divertente anche la figura del padre di Eddie, che tra l’altro è impersonata proprio dal padre di Ben Stiller (visto assieme a lui anche in Zoolander).
Il film è diretto dai fratelli Farrelly che ci hanno deliziato con delle ottime commedie, da Tutti pazzi per Mary a Io, me e Irene e Amore a prima svista, quindi se vi sono piaciuti questi film dedicate un paio d’ore anche a questo. Consigliato per una serata divertente con amici
CURIOSITA’
Il film è un remake de “il rompicuori” del 1972 diretto da Elaine May con Cybill Sheperd

scritto da Nadia

Questo è il primo racconto fatto da alcune ragazze del forum.

C’era una volta una donna di 30 anni che guardava fuori dalla finestra del suo salotto e pensava a quando era piccola e da quella finestra vedeva i fiocchi di neve coprire le strade e le case. Adesso le case non c’erano più, al loro posto si ergevano grosse fabbriche di cemento armato: così decise che da quel giorno avrebbe cercato di cambiare ciò che non le piaceva di sè e del mondo che la circondava; come prima cosa decise che era meglio trovarsi un lavoro e smettere di bivaccare davanti alla finestra tutto il giorno come una pensionata, quindi decise di prendersi un pò cura di se stessa, dieta, nuovo taglio di capelli e magari un pò di trucco e si diresse verso il primo centro dell’impiego della sua città.
Appena entrò c’era qualcosa come una ventina di persone tutte più o meno della stessa età che avevano avuto la sua brillante idea, ma non volle demoralizzarsi e attese paziente e speranzosa il suo turno.
Dopo circa 1 ora e 1/2 entrò nella sala dei colloqui e rimase esterefatta, non riusciva a credere ai suoi occhi: l’addetto alla ricerca del personale era proprio lui, il suo ex che aveva lasciato il mese prima e la cosa più orribile era che non era solo; accanto a lui in un atteggiamento che lasciava poco spazio all’immaginazione c’era lei, la sua migliore amica, quella che l’aveva consolata tante notti dopo la rottura con Max dicendo che era un poco di buono e che non meritava una donna così splendida.
Beatrice pensò che il cuore le esplodesse in petto tanta era la sua rabbia e di primo acchito ebbe l’istinto di girare i tacchi ed andarsene ma… perchè dare questa soddisfazione a quei due vigliacchi; voleva la sua rivincita contro chi l’aveva tradita ed umiliata e ricordandosi il suo motto “cambiare ciò che di sè e del mondo non le piaceva” prese il coraggio a quattro mani, incanalò la sua rabbia verso la vendetta e sfoggiando un meraviglioso sorriso, di quelli ammalianti e seducenti che tanto piacevano a Max, entrò disinvolta sulle sue nuove Gucci tacco 10 ai piedi nella sala colloqui.
“buongiorno,disse, chi non muore si rivede!”
I due, presi da un vistoso imbarazzo, cercarono a loro volta,di rispondere al saluto :”ciao bea…che piacere vederti…” disse Gloria cercando di mostrarsi disinvolta.
Max ,però pur non capendone il motivo,non riusciva a pronunciare parola ne,tantomeno a staccare il suo sguardo da quegli occhi che da sempre lo ammaliavano…
Certo,lui l’aveva lasciata , ma lei non poteva sapere il perchè, non poteva sapere che la sua amica, la sua migliore amica aspettava un figlio da lui per quell’unica maledetta notte in cui per colpa del troppo vino (avevano appena finito di festeggiare l’addio al celibato di un amico) e di una pastiglia per il mal di testa presa prima di uscire di casa li avevano indotti a quella passione furiosa,svanita subito dopo la sbornia…ma come dirlo a Bea?
E pensare che lui aveva pensato che presto avrebbe potuto chiederle di sposarlo, aveva già chiesto in prestito la baita in montagna dei suoi…voleva fare tutto nel più romantico dei modi…
Quando aveva saputo che Gloria aspettava un bambino da lui era caduto in un abisso…lui amava Beatrice, ma non poteva abbandonare la creatura che stava per nascere…
Avvevano stabilito ,lui e Gloria ,di non dire nulla a Bea, per non ferirla, per non umiliarla con ulteriori giustificazioni…e ora li aveva scoperti…ora Bea credeva di essere stata tradita dalle due persone che più amava al mondo, lei, che era cresciuta da sola, senza una mamma e un papà…era stata abbandonata quando aveva 3 anni, era stata cresciuta da una vecchia zia che pur volendole bene non riusciva a capire la sua fresca gioia di vivere…E pensare che Max odiava Gloria…le sembrava perfida , era convinto che quello che era successo era stato tramato nei minimi particolari
Bea si sedette davanti a loro, e visto che Max ancora non aveva proferito parola, fu Gloria a parlare:
“Bea, vediamo se possiamo aiutarti, che tipo di lavoro cerchi?”
Bea sinceramente non aveva idea e forse peccando di troppa ingenuita’ riusci solo a dire:
“quello che mi proponete”.

Gloria fece finta di non trovare nessun lavoro adatto a lei, nonostante le molte richieste che aveva sotto mano…e con un sorrisetto perfido propose a Bea un lavoro davvero poco convenzionale per una donna.
Sì, infatti Gloria propose a Bea di andare a lavorare in un’impresa edile…però non come impiegata o segretaria, ma come responsabile della squadra dei muratori.
Contro ogni aspettativa di Gloria, Bea accettò senza battere ciglio.
La settimana successiva si presentò davanti alla squadra di muratori in perfetto orario;
una volta arrivata al cantiere, si rese conto che le sue all star rosa e quella magliettina succinta non erano proprio l’abbigliamento adatto a un manovale….ma tanto lei doveva dare ordini no?
Maledisse il momento in cui aveva accettato quel lavoro, vantandosi collaborazioni con imprese edili prestigiose.
Cosa ne sapeva di case….se non che servono per abitarci..o di muri?? poteva solo suggerire il rosa migliore per il colore delle pareti e il quadro piu’ adatto da appenderci, ma per il resto buio completo.
Ma con gli anni aveva imparato che conta di più credere in ciò che si fa e impegnarsi anche se si parte da zero. Decise che nel suo lavoro sarebbe diventata la migliore e ci riuscì. Ci riuscì talmente bene che presto potè aprire un’impresa edile tutta sua.Passarono gli anni in cui Bea continuò a lavorare senza sosta.Si dedicò completamente al lavoro tralasciando l’amore avendo solo occasionali avventure.
Un giorno però Max rientrò nella sua vita.Lo incontrò per caso in uno degli uffici di vendita dove stava valutando alcuni appartamenti. Bea non potè fare a meno di notare che le case di suo interesse erano molto piccoli, classiche case da single. Scoprì che lui e Gloria si erano lasciati e che il figlio non era il suo.
Max raccontò tutta la verità a Bea, chiese perdono e spiegò le sue ragioni.
Dopo tanto tempo Bea sentì che era giunto il momento di perdonarlo, forse un giorno sarebbero potuti tornare insieme. Adesso sapeva che era forte, molto di più di quando si erano lasciati. Aveva capito che tutti noi abbiamo una ragione per vivere, ma non può essere solo l’amore.
THE END

scritto da Nadia, Shamalu, Etabeta, Haruko, Rosmirk, Marygiò, Paola, Pastrocchio

Trovo che 1984 di Orwell sia uno dei più bei libri che abbia letto, e che per certi versi dovrebbe essere messo tra i libri di testo a scuola, ci sono troppe attinenze col mondo che ci circonda pur essendo stato scritto nel 1950.
E’ la storia di Winston Smith, apparentemente l’unico uomo sulla Terra che ha conservato in sè l’ultimo briciolo di ciò che di buono resta nell’animo umano. Un uomo costretto a vivere in una società dove tutti piaceri della vita sono proibiti e dove il Grande Fratello controlla tutto, persino il pensiero.
La frase ricorrente “La pace è guerra, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza”.

“Winston se ne tornò al tavolo, intinse la penna e scrisse:

Al futuro o al passato, a un tempo in cui il pensiero è libero, quando gli uomini sono differenti l’uno dall’altro e non vivono soli…. a un tempo in cui esiste la verità e quel che è fatto non può essere disfatto.
Dall’età del livellamento, dall’età della solitudine, dall’età del Grande Fratello, dall’età del bipensiero….tanti saluti!”

Era già morto, se faceva tanto di pensarci. Gli sembrava che era solo allora, quando aveva cominciato a essere capace di formulare i propri pensieri, ch’egli aveva fatto il passo decisivo. Le conseguenze di ogni atto sono comprese nell’atto stesso. Egli scrisse:
Lo psicoreato non comporta la morte:lo psicoreato E’ la morte.

Ora che si era identificato ccon un uomo morto, l’importante era di restare in vita il più a lungo possibile.”

scritto da Nadia

Purcedduzzi

Ingredienti:
1/2 kg di farina
1 bicchiere (da vino) di liquore amaretto di saronno
1 bicchiere (da vino) di olio ex vergine d’oliva
1/2 kg di arance
1 pugnetto di zucchero
1 bustina di vanillina
cannella
un barattolo di miele
confetti colorati per guarnire

 
Preparazione:
Sfumare un bicchiere d’olio con delle bucce di arancia e lascairlo raffreddare.
Fare una spremuta con le arance
impastare la farina, lo zucchero, la bustina di vanillina il liquore e l’olio sfumato con le bucce d’arancia (che toglierete) oramai raffreddato aggiungendo la spremuta d’arancia all’impasto per inumidirlo e ammorbidirlo.
Quando l’impasto risulterà morbido ma compatto preparare delle palline della grandezza di una biglia e friggerle in abbondande olio.
Lasciarle asciugare sulla carta assorbente per togliere tutto l’olio in eccesso e nel frattempo
In una casseruola mettere un barattolo di miele con un pizzico di cannella e riscaldare (attenzione a non portare ad ebollizione il miele).
Aggiungere alla casseruola tutte le palline ormai asciutte girando per bagnarle con il miele e facendo attenzione a non spaccarle (girare con delicatezza).
Adagiare le palline ricoperte di miele su un piatto e spolverare di confetti.

 

Scritto da Etabeta

Ingredienti:
1 kg di castagne (oppure farina di castagne)
200 gr. zucchero
150 gr. burro
150 gr. cioccolato fondente grattugiato
5 amaretti
rum
panna montata per guarnire

 
Preparazione:
Sbucciare le castagne e cuocerle  in acqua (come per mangiarle bollite)
Schiacciarle con il passaverdure , aggiungere il burro, lo zucchero, il cioccolato a scaglie, gli amaretti sbriciolati e il rum.
Amalgamare bene tutti gli ingredienti, mettere in uno stampo (tipo quello per il budino) e lasciare riposare in frigo per almeno un giorno.
Tagliare a fette e farcire con panna montata.

 

Scritto da Etabeta

Memento

Memento (Memento, USA 2000)
Regia di Christopher Nolan
con Guy Pearce, Carrie-Ann Moss, Joe Pantoliano

TRAMA
Leonard Shelby, investigatore per una compagnia di assicurazioni, ha una rara malattia che gli impedisce di ricordare qualsiasi cosa vada oltre il quarto d’ora. L’uomo è alla ricerca dell’assassino di sua moglie e per aiutarsi usa foto, appunti, e tatuaggi che gli ricordano tutti i giorni chi è e che cosa sta cercando.
CONSIDERAZIONI
Il film è particolare e passato alla storia del cinema per il suo montaggio, cronologicamente confuso, inizia con la fine e alternativamente vediamo poi la prima scena, poi la penultima poi la seconda e così a seguire. Quindi ha bisogno di molta molta attenzione, cosa che peraltro riesce facile perchè la trama tiene lo spettatore con gli occhi incollati al video.
Mi è piaciuto molto perchè in un certo senso ci mette nella condizione del protagonista. Una regia molto curata, una fotografia originale con il continuo passaggio dal colore al bianco e nero e con Guy Pearce, che con questo film dimostra veramente di essere alla pari coi mostri sacri del cinema.
CURIOSITA’
Nell’edizione speciale del dvd esiste la versione cronologicamente corretta che prende il nome di “Otnemem”.

scritto da Nadia