Il 1 Luglio abbiamo lasciato Boston per dirigerci alla volta della grande mela. Abbiamo preso il treno alla Back Bay Station che con la “modica” cifra di 90$ a testa ci portati a destinazione in circa 4 ore e mezza. L’aereo era di sicuro più economico ma “grazie ” a tutti i controlli minuziosi si rischia di metterci il doppio del tempo, quindi abbiamo optato per questo mezzo di trasporto pure un pò inusuale per gli Americani che generalmente si spostano con l’autobus.
Dal Massachuett abbiamo attraversato il Rhode Island passando da Providence, famosa per l’Università Brown (quella degli sfigati capoccioni per intendersi).Abbiamo proseguito poi per Connecticut incontrando una nebbiosa New Heaven dove risiede invece l’università dei cervelloni ovvero Yale.Infine siamo arrivati a New York.E’ difficile descrivere la sensazione che si prova a vedersi Manhattan affiorare dall’acqua come un vero Dio!Per anni uno la vede in tv e finalmente eccola lì davanti ai tuoi occhi. Ma l’immagine dura poco, il treno dalla periferia si tuffa letteralmente sottoterra fino a portarti direttamente in pienissimo centro alla Pennsylvania Station per tutti conosciuta come Penn Station. Esiste anche un’altra stazione, ovvero la Grand Station che si trova su Park Avenue da cui partono solo treni per le zone limitrofe di New York.Vale veramente la pena di farci un salto perchè tutto sembra infuori che una stazione dei treni. All’esterno non è un granché ma all’interno è favolosa!centinaia di metri quadri rivestiti in marmo chiaro, bassorilevi, lampadari d’epoca, il soffitto è dipinto a volta celeste e il caratteristico orologio sulla testa della biglietteria. Pensate che ci ho trovato una coppia di sposi a farsi le foto di rito!dove al trovate una stazione dalle nostre parti adatta ad un’occasione simile? Ma torniamo alla più modesta Penn Station. Arrivati lì siamo stati travolti dalla fiumana di persone in perenne corsa ma lo shock passa in fretta, appena preso la cartina in mano un caro signore ci ha chiesto se avevamo bisogno di aiuto. Il più delle volte è facile capire dove sei e dive devi andare, ma quando ci si trova di fronte a così tanta gentilezza come dire sempre di no?sembra quasi scortesia. Così abbiamo chiesto se per arrivare al nostro albergo dovevamo prendere la metro ma il signore sorridendo ci ha detto “Ma non è vicino!qua si cammina, tutti i Neyorkesi camminano un sacco”E come dire di no a questo invito?in effetti siamo arrivati in fretta, l’unico inconveniente è girare per gli affollatissimi marciapiedi con i bagagli appresso. Soprattutto i tantissimi taxisti ti stressano di continuo quando ti vedono con una valigia!Ti suonano il clacson invitandoti a salire e una corsa fa in fretta a costarti anche 20$. Meglio usare i piedi oppure la metropolitana. Questa è piuttosto intricata, le varie linee si distinguono prima di tutto a colori: rossa, blu, gialla ecc. Poi Si deve fare attenzione ai treni che fanno in Updown (nord della Città) o Downtown (a sud).Ma non è finita qua, i treni sono distinti anche in express o local, a seconda delle fermate che fanno e ogni treno riporta una sigla che può essere numerica o alfabetica. A dirlo è più difficile che a farlo, dopo un paio di giorni si prende pratica. Ad ogni fermata si possono fare i biglietti MetroCard, singoli o ricaricabili. Un singolo biglietto attualmente costa 2.25$ e ha durata due ore, cioè si può uscire e rientrare nelle stazioni per questo lasso di tempo. Più comodo è acquistare la Metrocard giornaliera al costo di 8,5$, oppure la settimanale che varia sui 30$. Per gli abbonamenti superiori bisogna rivolgersi agli inservienti che stanno dentro i baldacchini alle fermate. Dentro la metro ognuno fa i fatti suoi. C’è chi sonnecchia, chi legge, chi si beve il solito ettolitro di caffè annacquato, ma soprattutto tutti hanno le cuffiette nelle orecchie. Questo è un segnale del tipo “non mi rompere”, un muro che difficilmente noi Italiani ergiamo davanti a noi. Conosci un tipo alla fermata del tram e ci sta che dopo 5 minuti gli hai raccontato la tua vita!Là è diverso, sono gentili con i turisti, ma sono nel contempo molto riservati.
Ma torniamo al nostro viaggio, l’albergo era bellissimo!Sulla Madison Avenue a pochi passi dell’Empire State Building e dal Madison Square Garden. Posati i bagagli siamo subito partiti per un bel tour in 5° strada gustandoci il classico hot dog dei chioschi e i famosi pretzel salati.
Gli hot dog sono molto deludenti, costano 1$ ma si mangiano in un morso. I pretzel non sono male ma meglio grattar via un pò di quel sale grosso che c’è sopra se non vogliamo farci venire una sete assurda. Spendere poco e mangiare bene a New York non è facile, a meno che non siate appassionati di hamburger farciti, patatine fritte e pizza al taglio!se decidete di fare questa vita culinaria vi si spalancheranno le porte di tutti i Mc Donald, Wend’s e Subway della città!ma benché pure io ami questa cucina veloce, dopo qualche giorno non se ne può più e anche lo spiedino di pollo cotto in strada cotto in maniera Araba ti sembra una squisitezza. Ma i chioschi hanno un difetto…non hanno il bagno!Ebbene i bagni pubblici sono una cosa rarissima, si trovano quasi sempre solo alla stazione dei treni (non alle fermate della metro!) e nei ristoranti a cui spesso devi chiedere la chiave. In giro ci sono tanti locali con la scritta “questo non è un bagno pubblico”.Hanno ragione, non è carino entrare in un locale senza consumare per usare il bagno, ma la città non è nemmeno attrezzata per un povero turista che sta a zonzo tutto il giorno e non può fare plin plin per strada!Quindi il più delle volte è quasi necessario spendere di più per mangiare per avere a disposizione anche un bagno. Troverete bagni pubblici nel cuore di Battery Park, alle stazioni del treni (non alle metro!) e perché no…mentre fate un giretto da Macy’s!
Il primo giorno siamo arrivati fino al Greenwich Village, uno dei posti a mio parere più belli e caratteristici di Manhattan.Il Whashington Square Park pullula di felici famigliole intente a godersi il verde prato, persone a leggere sulle panchine, vari chioschi intorno alla fontana e simpatici artisti di strada. Interessante è anche l’enorme arco bianco usato come punto di ritrovo della gente. Della serie, “dove ci si trova stasera?facciamo sotto l’arco?” detto questo si sa già dove andare.
I dintorni del Greenwich Village è costituito da stradine con palazzi variopinti e negozietti di ogni genere. Da piercing, soprammobili, manufatteria, abbigliamento ecc
Abbiamo proseguito poi verso Chinatown e Little Italy, luoghi sempre molto caratteristici e impossibile non visitare.
La Chinatown di New York e un turbine di negozi e locali d’ogni genere, ci vorrebbero giorni solo per divertirsi a esplorare le antiche erboristerie cinesi o i negozietti di soprammobili in giada. Ottimi prezzi nei ristoranti solo che bisogna sapersi destreggiare bene con l’Inglese dato che spesso già loro stessi ne sanno poco e niente!
Preferite dunque mangiare un bel piatto di spaghetti alla Little Italy?bene, ma partite dall’idea prima di tutto che non sarà una cosa economica e in secondo luogo non farete nessuna bella chiacchierate maccaronica con camerieri e padroni. Già perché ormai lì’ più nessuno sa una parola di Italiano!i ristoratori sono figli di Italiani ma non sanno la madrelingua, sanno dirti a malapena “ciao” e “grazie”.I camerieri vivono sulla porta del locale e ti invitano ad entrare sciorinando le 2-3 frasi in croce che sanno a mente tipo “qua mangiare Italiano” “vieni qua tu mangi spaghetti buoni!”.Per fare una prova ho risposto ad uno di questi “No grazie ho già mangiato” e il suo sguardo bovino da chi non ha capito un’acca era più eloquente anche del silenzio che è seguito. Che tristezza…
Tornando a nord siamo passati da Soho sull’Esat Side proseguendo poi per Chelsea e il quartiere non proprio tranquillissimo di Hell’s Chicken. Forse questo è l’unico posto in tutta Manhattan da cui volevo andarmene al più presto.
In serata siamo rientrati all’albergo per poi esplorare i dintorni, Herald Square, KoreaTown una visita notturna al mitico Madison Square Garden.
Il giorno 2 Luglio ci siamo alzati e fatto colazione in uno dei tanti Starbucks che trovi ad ogni angolo di strada. In generale io preferisco le ciambelle dei Dookin e trovo Starbucks piuttosto caro, ma i Newyorkesi l’adorano. E’ di uso comune anche portarsi da casa i termos e farseli di riempire di caffè in questi locali. Come sempre non capisco come possano sorbirsi mezzo litro a volta di caffè annacquato mentre girano per strada.
Abbiamo risalito tutta la 5° Avenue, passando per il gradevolissimo Bryat Park, un pezzettino di verde tra giganteschi grattacieli dove la gente va in relax per la pausa pranzo.
Proseguendo abbiamo incontrato i negozi conosciuti in tutto il mondo, chiaramente tante le firme Italiane, Prada, Cavalli, Ferragamo, Gucci.Ma anche il mitico e antico negozio di Tiffany dove è reato quasi guardare le sole vetrine.
Sempre in 5° strada troviamo il bellissimo Trump Tower che merita sicuramente una visita all’interno dove potete trovare uno Starbucks, un bar, un ristorante ma soprattutto potrete godere delel scale mobili che vi faranno ammirare le bellezze delle parete di marmo solcate da alcune cascate d’acqua.
Passando da questa strada è impossibile non fare un salto al Disney Store a 3 piani!un delirio per ogni bambino del mondo.
In cima alla 5° strada rimaniamo un attimo stupefatti di fronte al cubo trasparente dell’Apple Store.Si entra nel cubo di vetro e poi si scende nel sottosuolo al negozio vero e proprio. Esso è composto da lunghi tavoli di legno su cui sono appoggiati i vari prodotti Apple: portatili, Ipod,Iphone.Tutti da provare gratuitamente in ogni momento della giornata e come non approfittare per collegarsi in internet a fare un saluto agli amici a casa?gentili operatori Apple vagano per il negozio pronti a dare delucidazioni sui prodotti.
Usciti da lì abbiamo brevemente cambiato direzione, scesi dalla 7° avenue ci siamo diretti alla volta del Rockefeller Center dove si ammira la statua dorata famosa nel mondo intero.
Scendendo ancora un po siamo arrivati nel vero centro, il cuore pulsante della città, dove la 7° e la Broadway si incrociano, ovvero Time Square. Lì è un susseguirsi di stupore e emozioni, gli occhi non sanno cosa guardare, perché tutto è bello, tutto è colorato, tutto è luminoso, tutto è big. Vorresti entrare in ogni negozio e consiglio di prendersi qualche ora di shopping selvaggio o cmq di osservazione di questo vero e proprio paese dei balocchi.A proposito di giochi anche se non si hanno figli o nipotini a cui portare ricordi interessante entrare al Toys R Us, un negozio enorme che pensate, ha all’interno una vera e funzionante ruota panoramica!Di fronte a questo trovate il Bubba Gump, il ristorante di gamberi intitolato così grazie al celebre film “Forrest Gump”.A poca distanza da questo come potevo ignorare l’Hard Rock Cafè?e la maglietta ricordo è d’obbligo.
Dopo vari ripensamenti abbiamo pranzato in un Mc Donald enorme, un ex magazzino davvero particolare. Poi ci siamo diretti di nuovo a nord verso Central Park.Purtroppo appena entrati nel parco ha iniziato a piovere, avevamo due mini ombrelli che poi abbiamo diviso con una coppietta di Cinesi venuti lì in pausa pranzo. Eravamo tutti zuppi!Ci siamo poi rifugiati sotto uno dei tunnel del parco aspettando che smettesse di piovere. Dopo ci siamo dati all’esplorazione. Central Park è immenso, all’interno ci sono percorsi pedonali ma anche carrabili dove ci passano taxi e i caratteristici barrocci trainati dai cavalli. E’ un susseguirsi di alberi, prati, laghetti e varie strutture dove riposare e mangiare. Visitandolo si capisce come mai i Newyorkesi amino tanto questo posto,è un’oasi di pace nel ventre del caos. Volevo anche visitare lo zoo interno ma sono arrivata che era già chiuso (chiude alle 17) e così non ho potuto incontrare Alex il leone e i pinguini di Madagascar.:)
Usciti da Central Park ci siamo gettati tra i palazzi residenziali di Park Avenue ma eravamo troppo stanchi per tornare in albergo a piedi e così siamo ricordi alla comoda Metro.
Il giorno 3 è iniziato proprio con una corsa in metro che ci ha portati velocemente in Lower Manhattan alla vista del lunghissimo e famosissimo Brooklyn Bridge. Percorrerlo a Piedi un classico e un vero piacere. La vista da esso è fantastica, più ti allontani da Manhattan e meglio ne apprezzi la siluette. Il ponte in basso è percorso dalle auto, in lato invece c’è la zona pedonale divisa con una striscia bianca da quella per le bici. C’è da fare molta attenzione perché lì le bici vanno come razzi, meglio stare sempre dalla propria parte!
Abbiamo poi visitato il Finacial District , Wall Street e la Federal Hall e non manca la foto al grande toro in bronzo. La zona non era molto affollata perché il giorno prima del 4° Luglio gli uffici sono già tutti chiusi per festività. Da lì il passo è breve per arrivare a Ground Zero. Esso è un grosso cantiere circondato da alte reti oscurate. L’unica cosa che si vede è lo spuntare delle cime di gru e ruspe, il che significa che la costruzione della Freedom Tower non è molto avanti. Lungo il perimetro possiamo incontrare varie fotografie riguardanti l’11 settembre, un museo con i referti e alcune targhe in ricordo dei caduti. Il viavai di gente è continuo, l’aria che si respira è sempre di commozione nonostante si osservi un mero cantiere. Un pensiero ai tanti morti viene spontaneo.
Proseguendo nella Lower Manhattan arriviamo a Bowling Green e Battery Park, la punta estrema di New York.Battery Park è un posto molto carino, ci fanno concerti, spettacoli e il tutto è sempre allietato dai tanti scoiattoli che non ti mollano un secondo quando ti vedono mangiare qualcosa. Ma soprattutto da lì di prendono i ferry per andare alla Statua della Libertà. Quel giorno quando siamo arrivati lì a metà mattona c’era una fila assurda che serpeggiava per tutto il parco. Con grande rammarico abbiamo così rimandato la visita alla grande signora al giorno dopo e abbiamo cambiato percorso. Con la metro siamo sbarcati nel West Village alla ricerca della casa di Friends che sta all’angolo tra la Bedford e la Grove.Trattati di una palazzina residenziale in un quartiere carino e tranquillo (costituito da moltissimi gay).Chiaramente i nostri amici non stavano lì, ma quel palazzo si vede in ogni puntata.
Poi con una metro express siamo volati fino ad Harlem appena sopra la cima di Central Park.
Harlem è un quartiere residenziale molto bello e tranquillo. Non ci sono palazzi lussuosi, per lo più sono grossi complessi condominiali con popolazione di colore, ma tutti molto puliti, ordinati, e con tanti giardini pubblici. Il cuore di Harlem è la 125 strada con tanti negozi di abbigliamento, gioielli e sede del teatro Apollo.In quei giorni il quartiere era molto scosso dalla morte di Machael Jackson e per tutta la strada c’erano innumerevoli bancarelle con i gadget e dischi del cantante scomparso. Infine ai lati dell’Apollo era stato sistemato un telone bianco dove ognuno poteva scrivere una dedica per Michael.L’abbiamo fatto anche noi.
Dopo un po’ di shopping ci siamo diretti alla Columbia University di New York, che ospita un campus molto grande e verdeggiante.
Esausti come sempre siamo rientrati in albergo per poi fare brevi uscite serali nei dintorni. L’Empire State Building nel frattempo aveva cambiato il suo colore notturno da bianco, a rosso e blu in onore all’imminente 4 luglio.
Al mattino presto del 4 Luglio siamo partiti diretti velocemente in metro alla fermata di Bowling Green. La visita alla Statua della Libertà era stata solo rimandata, mai sarei venuta via da New York senza vederla!arrivati verso le 9 del mattino al ferry non abbiamo trovato coda alla biglietteria (costo 12$ per un giro delle isole).Per salire sul ferry però non è facile come si pensa, c’è il solito serpentone di transenne da seguire per poi essere perquisiti e passare sotto il metal detector , quasi come all’aeroporto!il viaggio all’isola della Statua della libertà è molto breve, dopo pochi minuti passiamo di fronte alla grande signora ed è impossibile non scattare tante foto.E’ una visione molto speciale, soprattutto con Manhattan alle spalle. Una volta attraccato il ferry si può liberamente girare per la piccolissima isola, ci sono luoghi di ristoro, bagni e per l’appunto essendo il 4 Luglio abbiamo trovato al centro della piazza principale una bella manifestazione di pezzi politici, incluso il sindaco Bloomberg.Dopo un po’ siamo arrivati ai piedi della Statua e come tutti gli altri visitatori ci siamo fatti un sacco di foto con “lei” presa da ogni angolazione possibile. Vanta un book fotografico degno di una vera star!Non siamo saliti all’osservatorio perché di nuovo, la fila era infinita ma ho poi scoperto che quel giorno vi accedevano solo i posti pre-venduti. Consiglio a chi deve ancora partire di acquistare i biglietti già da casa. E’ un’ottima cosa anche acquistare un giro turistico nei famosi bus scoperti che girano per New York. I prezzi di un biglietto giornaliero variano dai 30 ai 50$ ma sono molto comodi. Questi bus girano per tutti i luoghi più importanti di New York e si può scendere e risalire quando vogliamo, basta attendere il bus successivo. Nel prezzo spesso è compreso il biglietto del ferry e credetemi, dopo aver visto la fila a Battery Park, è un gran vantaggio!
Ma torniamo alla Statua, ai suoi piedi troviamo chiaramente anche un fornito Duty Free con prezzi tutt’altro che economici, ma ricordatevi, solo lì troverete i gadget originali della Statua!Ci sono altre statuine carine in giro per New York ma se le osservate bene spesso nemmeno somigliano all’originale.
Dopo questa visita abbiamo ripreso la metro per arrivare nei pressi della Grand Station dove al mattino dopo avevamo l’appuntamento col tour organizzato. E’ stato un modo per visitare questa stazione dei treni che sembra di più un Gran Hotel e per faresi un giretto nella Upper East side , un posto davvero molto tranquillo e a carattere residenziale.
Ma stavolta siamo rientrati molto presto in Hotel dato che dovevamo prepararci per l’evento del giorno, ovvero la visione dei fuochi artificiali offerti dai grandi magazzini Macy’s. Come da consiglio Newyorkese ci siamo messi in cammino circa 2 ore prima del tramonto. Non certo perché le rive dell’Hudson River siano lontane, ma perché la folla di persone di è a dir poco…estrema! Tutta New York si riversa sulle sponde del fiume (di solito li fanno sull’East side ma stavolta hanno cambiato), c’è chi si porta la sedia pieghevole da campeggio, cibo, bevande e tutto ciò che serve per una lunga attesa. Arrivati nei pressi della 12° avenue abbiamo constatato che le forze dell’ordine avevano chiuso tutte le street nei punti di incrocio. Le strade erano poi state divise in due parti, una per la folla e una per i mezzi di soccorso. A quel punto c’è solo da aspettare ma non tutti sono pazienti e quindi qualcuno cerca di scavalcarle transenne, oppure c’è chi mette in scena ridicoli teatrini di parenti scomparsi nel mucchio pur di avvicinarsi di qualche metro. Ma a che pro quando i fuori vengono lanciati nel cielo alla vista di tutti?ma comunque ci pensano i solerti poliziotti del NYPD a rimettere tutti in riga.
E finalmente arrivano le tenebre, condizione idonea per far cominciare questi benedetti fuochi d’artificio. E poi cominciano.26 minuti ininterrotti di lampi nel cielo di tutti i colori del mondo. Fiori, fontane, saette, il cielo è un tripudio di colori. E a quel punto non te ne importa più nulla se son due ore che stai in piedi e magari ti scappa anche al pipì, questi fuochi sono in assoluto i più belli che si possa immaginare.
Una volta finiti scatta un lungo applauso e si cerca una via di fuga. In pratica il primo kilometro lo si fa quasi sollevati da terra, già perché la fiumana ti trascina senza ritegno e tu non sai nemmeno cosa calpesti. Solo verso metà città il traffico ricomincia a scorrere e i marciapiedi tornano più sgombri. Così siamo rientrati in Hotel, pronti dopo giorni di completa autonomia, a 3 giorni vicinanza forzata con un gruppo di sconosciuti.
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Whashington Square Park
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Visione 5°
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Trump Tower
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Brookyn Bridge
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Toro Wall Street
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Ground Zero
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Time Square notte
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Time Square giorno
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Statua della libertà primo piano
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Statua della Libertà
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Rockefeller Center
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Notturna dall'alto
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Visione notturna
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Interno Grand Station
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Fuochi 4 Luglio
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Empire notturno
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Empire colori 4 Luglio
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Disney store
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Chrysler Building
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Chinatown
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Little Italy
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Central Park 1
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Central Park
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Casa Friends
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Bryant Park
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Aple Store
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Apollo
Scritto da Haruko