Subscribe to Donna Come Me Subscribe to Donna Come Me's comments

3 uova
5-6 Filetti di acciuga sott’olio
2 cucchiai di capperi sott’aceto
un ciuffo di prezzemolo
Olio
mollica di pane(una fetta media)
Assodare le uova, sgusciarle e metterle nel frullatore insieme agli altri ingredienti.Frullare tutto per un minuto, versare in un recipiente e lasciare in frigo fino al momento del’utilizzo.

scritto da Malizia

E’ anche questa estate è arrivata alla fine e anche stavolta (quest’anno festeggiamo la decima) è trascorsa in una ridente cittadina del Trentino Alto Adige; Dro.
Dro è un piccolo borgo situato tra Riva del Garda e la Paganella; la cosa curiosa  è che è stato ricostruito più a valle del suo originario luogo di nascita dopo che  alcune frane conseguenti all’arretramento della fronte del ghiacciai si susseguirono in varie fasi per millenni dando luogo ad effetti apocalittici. Questi cumuli di massi sono noti come Marocche e  sono il risultato, dicevo, di tre grandi frane iniziate nell’epoca post-glaciale circa 200.000 anni fa. hanno dimensioni di 200-250 m di altezza e ricoprono una superficie di circa 250 ettari e il loro nome ha origine dalla voce dialettale trentina “marocca” che deriva dal termine paleo-europeo “mar”, che significa pietra, sasso.
Il paese è noto anche per la storica centrale idroelettrica di Fies risalente ai primi del ’900, oggi recuperata e trasformata in un  laboratorio di sperimentazione teatrale sede di eventi internazionali come il Festival Drodesera.
La cosa interessante è che da qui parte una pista ciclabile (una signora pista direi) che si estende per circa 100 km arrivando fino a Riva del garda e passando da Arco, Rovereto, Nago , Torbole per poi proseguire nel veronese. Ovviamente nel paese c’è il caro buon vecchio Pio che per la modica cifra di 10 euro al giorno affitta bici e quant’altro per togliersi e togliervi ogni sfizio. Per i palati più raffinati  a Dro c’è il gelato più buono di tutta la vallata ed quello del Maui; da febbraio a ottobre è aperto tutti i giorni con orario continuato e vi consiglio vivamente di assaggiare lo zabaione, a me non è mai piaciuto prima di assaggiare il suo. se volete poi mangiare trentino doc non potete non assaggiare gli strangolapreti e le pappardelle al capriolo del tipico e rinomato ristorante La pergola.
Siamo donne e quindi non potrei non parlarvi del supermarket della calzatura;  un enorme negozio di scarpe super fornito dove (se non parli tedesco) ti fanno anche degli ottimi prezzi. Per soddisfare anche i clienti più pretenziosi, i bambini, con orgoglio posso dire che ci sono ben 3 parchi giochi uno più bello e più pulito dell’altro dove i nostri più o meno piccoli pargoli possono divertirsi in tutta sicurezza. Tante chiese, tanti percorsi naturalistici e soprattutto due fiori all’occhiello di questo simpatico borgo; la famosa susina di dro (non esiste droato che non abbia almeno una pianta nel suo orticello) e il famoso Vin santo (per me troppo liquoroso ma per i paesani è meglio del rosolio).
Dro è tutto qui; il paese è tutto qui; piccolo ma molto curato e ospitale. Non trovi una carta o un mozzicone per terra neanche a cercarlo,  Tutti si riscaldano con la legna e la stufa; in piazza c’è un distributore di latte  24 su 24 sempre e rigorosamente freschissimo  Il mercato c’è ogni giovedì, e sono provvisti anche di  un supermercato coop;  piccolo ma molto ben fornito e ristrutturato a nuovo l’anno scorso; Dro ha al suo attivo la bellezza di 5 alberghi, l’Eden, il Centrale, il Daino, il Miramonti, e il Posta (che in via di riapertura) e 2 pizzerie una farmacia e un sacco di negozietti attira turisti (nei quali non sono mai entrata perché non sono un allocco) e un prete simpaticissimo che si chiama Don Giorgio che assomiglia molto a Don Camillo e che tra le altre cose ha anche battezzato il mio bambino.

Questo è Dro e nonostante venga qui da 10 anni lo trovo ancora bellissimo; è a soli 10 km da Riva del Garda ed è una piccola oasi di paradiso nel gran caos chiamato Turismo!!!  http://www.visittrentino.it/

Scritto da Etabeta

Pane tipo baguette
Cipolla dorata
gorgonzola dolce
sale
pepe
olio

Sbucciate le cipolle, affettale e fatele rosolare in padella con un pò d’olio, sale e pepe.Spalmate il gorgonzola sulle fette di pane, aggiungete un pò di cipolla sopra ogni crostino e infornate a 180° per alcuni minuti finché non vedrete che il gorgonzola è fuso.
Servite caldi
scritto da Malizia

La nostra vacanza in villaggio pensione completa!
Per ragioni principalmente economiche decidiamo di fare la vacanza vacanza, intesa come relax senza sbattimenti di nessun tipo a parte far divertire una bimba di 2 anni, decidiamo di prenotare una vacanza in villaggio pensione completa in Calabria nelle settimana a cavallo tra giugno e luglio.
Destinazione “Villaggio Camping Dolomiti sul mare” a Briatico, 10 minuti da Tropea, quindi CALABRIA!
Costo: 2 adulti+bambina di 2 anni non compiuti in pensione completa 843 euro.
La zona la conosco dai tempi del liceo, la strada per arrivarci la conosco ancora meglio! Chi di noi non ha mai fatto la SA-RC? Se esiste dico solo “beato te!” Non solo è una strada disastrata, con diversi tratti ad una corsia sola senza corsia di emergenza, con autogrill di fortuna, ma è anche “infinita”, soprattutto con  una bambina piccola scalpitante nel sedile posteriore. Decidiamo di partire in piena notte, quindi alle 21.00 siamo già a nanna e fissiamo la sveglia alle 2.30 così alle 3 siamo in macchina e Alice dorme come un angelo.
Appena usciti dal paese ci ferma la polizia!!!!!!!! Mio marito abbassa il finestrino e il poliziotto ad alta voce “Patente e libretto prego”; mio marito gli chiede se gentilmente può parlare piano perché abbiamo una bambina che dorme. Vabbè, tutto a posto, partiamo. Alice dorme fino alle 7.30, quindi si sveglia nel pieno dell’odiata “autostrada” se così si può chiamare.
Scalpita, e quindi appena possibile ci fermiamo all’autogrill e le compriamo a 9.90 euro una bambola (che mai avremmo potuto pensare sarebbe stata così utile, ancora ci gioca, si potrebbero buttare tutte le altre, tanto lei cerca sempre quella) con vestitini che si levano e cappello.
Miracolosamente arriviamo senza strepiti al villaggio alle 10.00, un po’ presto per il check in che è previsto per le 17.00, ma ci proviamo e per fortuna la camera è pronta. Sono tutti bungalow con camera, bagno e verandina davanti alla stanza, quindi ottima per far scorrazzare una bambina che entra ed esce 200 volte nella prima mezz’ora.
Il villaggio è splendido, unico neo non c’è l’aria condizionata in stanza, ma solo il ventilatore a pale; per fortuna la settimana non è calda, anzi, quindi si sta benissimo. Tutto il villaggio si sviluppa in un’area grande immersa nel verde (più o meno), nel mezzo c’è un parco giochi per bambini con tutti gli attrezzi possibili, altalene per piccoli e per grandi, scivoli per piccoli e per grandi, pertiche, cavallucci a dondolo, insomma tutto. La piscina è immensa, anche li con zona per i piccoli, zona con idromassaggio e zona normale dove si arriva a non toccare. A 200 m c’è la spiaggia privata con ombrelloni e lettini che ti vengono assegnati il primo giorno. In un altro casolare il ristorante per colazione-pranzo-cena.
Il pranzo del primo giorno non è incluso, quindi paghiamo a parte, ma chissene. C’è l’antipasto a buffet infinito e poi primo e secondo di carne o pesce portati al tavolo. Le cameriere sono tutte “stordite”, la proprietaria un po’ acida, quindi il servizio è così così, ma la qualità del cibo mi sembra ottima. Mia figlia non sembra apprezzare, ma pazienza.
La vacanza procede benissimo: ci sono tante, anzi tantissime famiglie con bambini piccoli, quindi siamo in ottima compagnia, si chiacchiera amabilmente con tutti, i bambini si divertono, anche se mia figlia ha paura, anzi terrore dell’acqua, quindi ci mettiamo 5 giorni a farle capire che si può divertire da pazzi se comincia a sguazzare. Il mare della Calabria è bellissimo, si sa, peccato scenda a picco subito, ma va benissimo così. Adoro l’acqua limpida, blu, ti puoi guardare i piedi anche se sei in alto mare…. Andrei per tutta la vita in Calabria se non fosse per l’autostrada e a volte per i Calabresi che non sempre sono gente cordiale (e mia madre è calabrese….).
Insomma racconto le giornate tipo: sveglia intorno alle 7.30, ci prepariamo, andiamo a fare colazione e massimo ore 9.00 ma spesso anche prima siamo in spiaggia.
Ore 9.30 i ragazzi dell’animazione si fanno vivi. Devo fare una premessa: odio l’animazione, odio fare i giochi scemi, le varie attività che ti propongono, insomma voglio rilassarmi per quanto possibile con una bambina piccola e non voglio che mi si rompano gli zebedei ogni 30 secondi  con “vieni a fare tiro alla fune? E daiiiiiiiiiiiiiii, non ti fare pregare, su su alzati”. Invece devo ammettere che i ragazzi erano tutti molto carini, arrivavano tutti in spiaggia e ti salutavano, quindi era una sequenza di “buongiorno”, ma fino a qui porti pazienza, ma poi passavano con “se vuoi tra 10 minuti c’è il risveglio muscolare” e non ti costringevano per nulla, ti avvisavano in modo gentile e scherzoso, ma non ti assillavano per niente. Poi per quanto pigra sia io, quei 20 minuti di stiramenti di muscoli erano piacevoli, mi facevano staccare dal ruolo di mamma e almeno potevo dire a mio marito che facevo qualcosa.
Quindi 10.00-10.20 risveglio muscolare, poi ripassavano i ragazzi dell’animazione perché dalle 11.00 c’era la partita a beach e mio marito entusiasta andava.
Alle 12.00 risalivamo in camera, doccia e via a pranzo dove mia figlia non toccava cibo, ma io mi sono fatta certe mangiate di pesce che ancora me le sogno.
Pisolino 13.30-15.30 e intorno alle 16.00 andavamo in piscina. Alle 16.30 c’era acqua-gym in piscina e anche li’ era un’attività non faticosa, molto molto blanda e a giorni alterni mi sono fatta convincere facilmente. Alle 17.30 mio marito andava a fare la partita a calcetto e alle 18.30 ritronavamo in stanza, doccia, e alle 19.00 andavamo un po’ al parco giochi con la bambina che si divertiva con gli altri bambini e noi chiacchieravamo con i genitori.
Ore 20.00 cena e ore 21.30 BABYDANCE!!! Mia figlia è troppo piccola e anche timida, ma era davvero divertente e ci ha dato spunto utile che usiamo ancora nelle giornate di noia.
Ore 22.30 nanna.
Insomma posso dire: pieno relax, pieno divertimento per la piccola, compagnia per noi adulti, cibo ottimo.
Che altro pretendere da una vacanza?

scritto da Francy

Bistecchine di maiale
passata di pomodoro
farina
aglio
olio
sale e pepe
Sbucciare l’aglio e metterlo a soffriggere nell’olio in luna larga padella.Unire la passata di pomodoro, salare e pepare.Quando la passata è un pò ritirata unire le bistecchine leggermente infarinate.Portare a cottura rigirandole ogni tanto e risalare al punto giusto

Scritto da Malizia

I love movies

(Watching the Detectives USA 2007 commedia)
Regia di Paul Soter
con Lucy Liu, Cillian Murphy

TRAMA
Neil è il proprietario di una piccola fornitissima videoteca in cui passa le giornate a chiacchierare coi suoi amici di vecchi film. Un giorno nella sua vita entra Violet, una ragazza imprevedibile che lo coinvolgerà in avventure assurde e divertenti, molto simili alle scene dei suoi tanto amati film.
CONSIDERAZIONE
E’ una commedia divertente e romantica passata un pò in sordina, ma i due attori sono bravi e l’umorismo è sottile: un giusto mix di amore (non smielato) e risate che rende la visione godibile sia a noi donzelle che ai maschietti. Mi sfuggono però come al solito le assurde elucubrazioni mentali che hanno portato alla scelta del titolo per gli italiani, di solito si fa una “liberissima” traduzione dall’inglese all’italiano, invece qui hanno semplicemente cambiato il titolo….boh.
La scena migliore: quella in cui Neil piange mentre compie i soliti gesti quotidiani.
CURIOSITA’
Presentato al Tribeca Film Festival, non ha avuto una distribuzione cinematografica, è uscito direttamente in home video.
CITAZIONE
“-Hai mai pensato che se avesssi un televisore vero probabilmente non sentiresti il bisogno di cacciarti in tutte queste avventure assurde?
-Preferisco pensare che siccome vivo una vita avventurosa  non sento il bisogno di stare attaccata alla televisione…. e poi che cos’ha più di me un televisore?
- I giochi a premi?”
TRAILER

scritto da Nadia

(Knowing USA\Australia 2009 thriller)
regia di Alex Proyas
con Nicolas Cage, Rose Byrne, Chandler Canterbury

TRAMA
Il professor Myles, partecipa alla riesumazione di una capsula del tempo nella scuola del figlio: capsula che contiene messaggi di alcuni studenti del 1959. Il messaggio che capita nelle mani di suo figlio però è una strana sequenza di numeri che attira la sua attenzione. Analizzando il foglio scoprirà infatti che i numeri non sono altro che precise predizioni di disastri succeduti negli ultimi 50 anni e di 3 che ne devono ancora accadere.
CONSIDERAZIONI
Ho trovato questo film molto avvincente i cui effetti speciali sono elettrizzanti e corredati del giusto pathos per sentirsi parte della scena, tanto da trattenere il fiato.
Cage, lo sappiamo bene, è un attore dalla mono-espressione, che delude spesso, non lo si ricorda per strabilianti interpretazioni, ma fortunatamente il film non si appoggia esclusivamente alla sua figura, quindi la sua presenza rende il film apprezzabile anche per chi non lo ama.
La trama mi ha sorpreso non poco: mi aspettavo tutt’altro e sinceramente non credo ancora di aver compreso realmente dove abbiano voluto andare a parare regista e sceneggiatore, probabilmente han voluto salvare capra e cavoli dando una sfumatura “religiosa” anche ad un film che in realtà, essendo fantascienza, di religioso dovrebbe avere ben poco. Insomma, un film il cui finale potrebbe far discutere, nel senso buono del termine però.
L’inizio del film invece è, secondo me, inequivocabilmente strepitoso, thriller così ormai se ne vedono pochi: la piccola Lucinda già di per sè mette i brividi, le voci in sottofondo, le apparizioni al piccolo Caleb poi sono letteralmente da incubo. Da vedere (meglio se al cinema).
CURIOSITA’
Le riprese sono iniziate a Melbourne, e in seguito sono state ricreate le ambientazioni di Boston, città in cui è ambientato il film.
CITAZIONE
“Io non credo che qualcuno possa predire il mio futuro. Comunque che importa? Moriremo tutti alla fine”.
TRAILER

scritto da Nadia

Prima di cominciare il racconto della vacanza vera è propria, è d’obbligo una premessa. Si sa che il grado di soddisfazione legato ad una vacanza dipende in genere da quali e quanti siano gli individui e le situazioni sgradevoli da cui si fugge: in pratica più cose si lasciano alle spalle e meglio è. Normalmente dunque, l’indole di una coppia si trasforma d’improvviso, cambia natura, tramutando due compagnoni dall’agenda stracolma di impegni in due eremiti, alla ricerca dei posti più impensabili in cui trascorrere il (breve, ahimè) periodo di vacatio. La presenza quest’anno di un paffuto nanetto di soli 8 mesi, ha imposto tuttavia una serie di riflessioni. Attaccati da più parti con consigli di ogni ordine e grado sulle destinazioni più appropriate e sugli equipaggiamenti “assolutamente indispensabili” per ogni clima, situazione, location e quant’altro, storditi da cotal profusione di informazioni, per lo più non richieste, abbiamo deciso di ignorare bellamente tutto e tutti e fare di testa nostra, convinti come siamo che le migliori vacanze per un bimbo piccolo siano dovute per il 70% allo stato d’animo dei genitori, per il 10% al clima e per il restante 20% a pura fortuna.
La nostra “agenzia di viaggi” è stata quindi il nonno, anche lui provetto eremita estivo e profondamente coinvolto nella possibilità di fornire al proprio primo nipotino un’estate indimenticabile (a nulla è valso ricordargli i processi di memoria degli infanti…).
La destinazione doveva rispondere ai seguenti requisiti:
•    essere in località di mare (perché a mamma e papà il mare piace molto),
•    non distare troppo da casa,
•    non essere luogo frequentatissimo,
•    non costare troppo.
Il luogo prescelto è stato Capitello, amena frazione marittima di Ispani, in provincia di Salerno, nel cuore del Cilento.
La zona risponde in pieno ai requisiti suddetti: dista 182 km da Napoli, costringendoci solo ad un tratto di 146 km di autostrada Salerno-Reggio Calabria; è sul mare, frequentato quasi esclusivamente da famiglie con bimbi piccoli e la soluzione abitativa è stata trovata presso il locale convento delle Suore Francescane Elisabettine Bigie.
Capitello in verità è una strada :

poco più di 1 km di lungomare, sulla strada statale, preceduto e concluso da qualche camping organizzato come villaggio turistico. Solo una fila di case (e il convento) sul lato interno della strada e poi tutta spiaggia, sia libera che con lidi. Essendoci molti bimbi c’è una piccola area giochi, il lungomare è attrezzato come passeggiata, con alberi, fontanine, panchine e mattoncini colorati che creano un percorso azzurrino lungo la strada. Due ristoranti, un paio di bar, l’immancabile chiesa in piazza, un’edicola, dove non vendono tutti i giornali e pochi periodici, una macelleria ed un minimarket. Poco distante, il villaggio turistico che sorge un po’ sulla collina, attorno alla torre normanna, ma composto da ville private. Per chi, come noi, in vacanza non ha voglia di essere disturbato da musica fino a tarda notte, chiasso e discoteche è l’ideale. Inoltre il fatto di dover solo attraversare la strada, e quindi poter scendere a mare “leggeri”, senza troppe borse, è qualcosa di impareggiabile. La spiaggia è parte di sabbia e parte di ciottoli e devo dire che il puffo gradiva molto addormentarsi solo sull’asciugamano (niente materassini, cuscini e complicazioni varie ).

Inoltre la spiaggia è parzialmente artificiale, nel senso che a circa 500 mt dalla linea di costa sono stati posizionati dei frangiflutti per evitare l’eccessiva corrosione, quindi il mare era sempre discretamente calmo e caldo (e allora niente piscinetta, subito in acqua con mamma e papà!). La soluzione abitativa è risultata decisamente spartana:


le suore forniscono la cucina con pentole e piatti e l’occorrente base per lavare, ma lenzuola e biancheria sono a carico degli ospiti, così come eventuale tv e radio. Inoltre mancano la lavatrice ed il ferro da stiro, quindi ci si deve attrezzare con ricambi e con tanta pazienza per lavare a mano (ma con un bimbo piccolo chi è riuscito ad aspettare il carico della lavatrice?). In compenso siamo entrati in possesso delle chiavi sia dell’appartamento che del portone di ingresso e non abbiamo mai avuto vincoli di orario per entrata ed uscita, né “adempimenti” di natura religiosa: le suore sono molto discrete, non si fanno mai vedere e al massimo salutano per strada. Altra nota molto positiva è che nella piccola magione il cellulare non prendeva, il che ci ha permesso di vivere serenamente, senza telefonate inopportune ad ogni ora del giorno.
Mi rendo conto che la descrizione è da morte totale, ma non è così: Capitello dista 4 km da Sapri e altrettanti da Policastro, 6 km da Scario, 20 km da Maratea e poi la presenza di ben due strade statali a scorrimento veloce la collega benissimo anche con Palinuro e dintorni, se si vuole andare in qualche altro posto; quindi, quando siamo voluti recarci in località più “vive” ci siamo spostati agevolmente.
Inoltre l’amministrazione comunale e le associazioni presenti forniscono molteplici modi per svagarsi: dall’organizzazione del concerto della banda di Marina di Camerota lungo la strada (in verità proprio sotto la nostra finestra…), all’inaugurazione del pontile con spettacolo di canti napoletani (tenuto da una compagnia NON napoletana, con ovvie ripercussioni sull’accento e sulla declamazione), alla sagra locale, all’organizzazione di un mini-festival di jazz. Inoltre la pro-loco ha una punto informativo sempre aperto proprio accanto ad un lido, in cui si distribuiscono locandine e informazioni su tutto quello che capita nei dintorni.
Ma, come sempre capita nei paesi, la vera attrazione è costituita dalle persone.
Uno spettacolo davvero da non perdere è il minimarket. Lo cito perché raramente mi è capitato di trovarmi di fronte ad una situazione del genere, per cui se le persone in questione dovessero leggere questo articolo, non me ne vogliano a male, ma piuttosto riflettano su come appaiono alla loro clientela. Se si vuole conoscere qualcosa delle beghe locali, dell’andamento dell’economia del turismo nel Cilento, se si vuole sapere di tutto di più sui rapporti di parentela degli abitanti di Ispani e le loro alterne vicende basta recarsi lì, dove, senza farne richiesta, si sarà informati su tutto ciò. Infatti, mentre i clienti vengono serviti, i gestori usano giustamente parlare fra di loro ad alta voce di quanto accade, per cui tutti coloro che passano di là si trovano come all’interno dell’ANSA. A ciò aggiungete il fatto che non so perché, ma a qualunque ora del giorno e della sera passiamo io ed altre signore, con cui alla fine ho stretto conoscenza, sono sempre tutti arrabbiati come se avessero passato chissà quale guaio e spesso mi sono anche trovata ad assistere a scenette in cui aspiranti clienti se ne sono andati con rimostranze per il servizio.
Di tutt’altra natura è il secondo ameno personaggio: il vice-parroco, un giovane arrivato lì evidentemente da poco. Strenuo convinto assertore della calma interiore e della non violenza, pacifico abitante del creato la cui missione è cercare di intrattenere rilassati rapporti con tutti, è palesemente succube della brigata delle pie donne, vero Catone rispetto ai villeggianti che osano entrare e partecipare alle celebrazioni.
L’indole profondamente pacifica di questo giovane non lo rende certo un falco del proselitismo religioso, il che ha i suoi aspetti positivi, ma lo fa difettare dal punto di vista della comunicazione; infatti, alla domanda di mio marito su quali fossero gli orari delle messe, ha risposto: “Dove? Qui? Sicuro?”
Cosa abbiamo tratto da queste vacanze? Lo abbiamo scoperto solo dopo: appena varcate le soglie del regno autonomo di Napoli ci siamo accorti di quanto fosse piacevole quella tranquillità un po’ sonnolenta, quanto il mare ormai fosse entrato anche nelle corde del nostro cucciolotto, quanto gli splendidi spettacoli organizzati alla perfezione dalle nostre parti siano molto più imperfetti di piccole manifestazioni a cui si può assistere comodamente in tenuta da mare.
Scritto da Maruzzella

È Aprile, il nostro fine settimana in umbria è organizzato minuto per minuto..ma quello che non credevamo possibile è successo..
La maledizione dell’Umbria ci ha colpito.
E pensare che avevamo scansato in Egitto quella terribile di Tutankamon.Ma niente abbiamo potuto fare per quella Umbria.
Quindi mio figlio di 2 anni con la diarrea e la febbre, io e il suo papà con la febbre e la coppia di amici con il figlio malato e il cane che nonstava bene.
Unica soluzione perdere la caparra dell’albergo e rimandare.
Sono passati 5 mesi e noi convinti di essere finalmente immuni alla maledizione abbiamo deciso di riprovarci.
Ci siamo andati cauti e abbiamo deciso per una giornata a Perugina, alla Città della Domenica.
Fissiamo il giovedì 3 Settembre  sera ,per la Domenica 6 Settrembre..,stessa coppia di amici con cui partire.
Venerdi 4 Settembre, mattina:
Mio figlio è strano, un pò di raffreddore, per scrupolo misuro la febbre 37,5..
Alle 13 lo metto a letto, torna suo papà e corre in bagno a vomitare.Sta malissimo.
Sveglio il piccolo, me lo porto con me a lavoro e lascio il papà a meditare sul water, intossicazione da pesce avariato.
Mi chiama la mia amica, il suo bimbo non si sente bene.
A quel punto capiamo che siamo dentro la maledizione..ma siamo decise a combatterla!!
Sabato 5 settembre:mi chiama il compagno della mia amica che ha l’auto in panne.Ridiamo, anche se la tensione comincia a farsi sentire e decidiamo di trovarci la mattina dopo alle 7 al bar per fare colazione.Se qualcuno rinuncia la maledizione non sparirà mai.
Domenica 6 settembre,ore 3,mancano 4 ore alla partenza e il mio intestino non ce l’ha fatta a reggere lo stress, quindi mi ritrovo sul water in condizioni pietose.
Alle 6 mi addormento e dopo poco suona la sveglia.
Vedo se stare in piedi è possibile e visto che ce la faccio..decido coraggiosamente di partire.Alle 7 siamo al bar,si fa colazione.
Io e la mia amica no..reduci tutte e due da una notte insonne e vissuta in bagno.. e si parte..c’è una paura nei nostri occhi, ma ridiamo e ci mettiamo in macchina.
A un certo punto credo di non essere in grado di arrivare a Perugia senza vomitare in macchina, la nausea mi uccide..ma mi addormento e al risveglio mi sento un’altra!!
Arriviamo a Perugina alle 9,ci attendono 12 gradi e ci vestiamo pesanti.
Il parco apre e quasi ci sentiamo sicuri di aver sconfitto il male.
Paghiamo il biglietto e ci avventuriamo dentro.
Dopo 5 minuti di camminata il mio piccoletto Lorenzo cade su un sasso,che si infila in un gomito.
Urla, pianti, puliamo con acqua ma il buco è profondo..decretiamo tutti che servirebbero almeno 2 punti..ma siamo in un bosco,allora fasciamo e sistemiamo con un cerotto.Si riparte!!!
Il parco è molto grande, l’ingresso costa 14 euro a persona, i bimbi sotto i 4 anni non pagano.
Dal sito internet della citta della domenica un buono di 6 euro di sconto di cui noi abbiamo usufruito.Si comincia la visita del piccolo zoo all’interno del parco, gli animali
sono molto vicini e i bimbi si sono divertiti a chiamare gli animali, che manco li consideravano.Passeggiando per il parco i cerbiatti vagano liberi e si fanno pure
avvicinare, lo stupore di Lorenzo era unico.
Poi siamo saliti su un missile, da dove si vede tutto il panorama di Perugina, bellissimo, anche se gli scalini mi hanno distrutto,forse dovrei mangiare!!
Tappa successiva il paese di Pinocchio.
Le statue dentro le casette sono vecchie e piene di ragnatele, ma ai bimbi sembrava di essere in una favola.
Ecco che passa il trenino, ci saliamo e via a fare il giro del parco.
Sendiamo alla fattoria e ci mettiamo in coda per fare il giro sul cavallo.
È bellissimo vedere Lorenzo che si emoziona lassù in alto!!
Poi ci fanno accarezzare un gufo reale, Lorenzo naturalmente per provare vuole mettergli un dito in un occhio e il gufo lo guarda con fare minaccioso.
Castello della bella addormentata nel bosco.(il manichino di Aurora è un fatoccio maschio con una parrucca) e il bosco delle streghe, con streghe fatte di cartapesta.
Poi pic nic nel bosco è nanna per i cuccioli.
Nel frattempo per noi chiacchiere e riposo.
Al risveglio dei piccoli si riparte verso nuove avventure.
La casa di Biancaneve e dei 7 nani, le botti trasformate in casette e il ponte matto che porta alla città degli indiani.
Poi scivoli  fatti anche 20 volte e minacce ai bimbi  per portarli via di li.
Corsa sulle macchinine,e per finire il rettilario.
Coda sull’autostrada al ritorno e mega mal di pancia per me.La maledizione me la sono riportata a casa,e comunque ormai ci siamo andati.E chi ci torna piu!!

scritto da Paola

400gr di mezze penne
una manciata di funghi secchi
aglio
peproncino
1 scatoletta di tonno
75gr di pancetta a dadini
300ml passata di pomodoro
mezzo bicchiere di vino bianco
olio
sale
Far ammorbidire i funghi secchi in una ciotola d’acqua tiepida.Mondare 4 spicchi d’aglio e tritarli (o passarli dal passa-aglio) e farlo rosolare in un tegame con un pò d’olio, la pancetta e il tonno sminuzzato.
Aggiungere un pò di sale e il peperoncino e i funghi strizzati e tritati grossolanamente.Versare il vino bianco e fare sfumare il tutto a fiamma vivace.Quando il vino sarà sfumato aggiungete il passato di pomodoro e fate cuocere a fuoco basso per una ventina di minuti.
Intanto bollite la pasta, scolate e versate sopra il contenuto.
Polverizzate con grana grattugiato o pecorino.

scritto da Malizia