- Qual è la definizione di sterilità?
In Italia si usa ancora considerare la sterilità come incapacità di
concepire e l’infertilità come incapacità di portare a termine una
gravidanza (abortività ripetuta). La definizione utilizzata in tutto il
resto del mondo descrive la condizione di infertilità come incapacità
di concepire dopo due anni di rapporti non protetti e la sterilità come
impossibilità assoluta di concepire spontaneamente.- Dopo quanto tempo è indicato rivolgersi allo specialista?
Sicuramente non prima di un anno di ricerca. Bisogna comunque
considerare l’età della donna (>35 anni) e la storia clinica. Si può
ricorrere al medico anche prima se c’è una storia di malattia
infiammatoria pelvica, dismenorrea, aborti, gravidanza extrauterina,
endometriosi, cicli irregolari, o se si conosce già una problematica
del partner maschile.
- Quali sono gli esami da fare?
Bisogna chiarire che, nonostante gli esami a nostra disposizione, non
è sempre possibile arrivare a capire qual è la reale causa responsabile
e accanirsi nella ricerca può diventare una perdita di tempo. Gli esami
per l’infertilità sono molti, ma solo alcuni sono indispensabili:
- analisi del liquido seminale;
- valutazione della funzionalità tubarica con una laparoscopia o
idrolaparoscopia;
- valutazione ormonale dell’ovulazione;
- valutazione della cavità uterina con un’isteroscopia.
Gli altri esami sono da eseguirsi in casi particolari, da valutare per
ogni coppia.
- Chi può prescrivere queste analisi?
Tutte le analisi che vengono eseguite per valutare le capacità
riproduttive della coppia sono prescritte dagli specialisti (andrologo
per l’uomo, ginecologo per la donna). È indispensabile farsi seguire da
un medico di riferimento (solitamente il proprio medico di famiglia)
che saprà indirizzare la coppia verso strutture e figure specialistiche
che ritiene più adatte alle necessità del caso.
Questi esami vengono eseguiti in strutture sia pubbliche sia private
sia convenzionate. Sarebbe utile richiedere al medico di riferimento
quali sono le analisi che vengono prescrivibili e rimborsabili dal SSN
(Sistema Sanitario Nazionale).
I risultati delle analisi indicano qual è la natura della difficoltà
di concepimento. Successivamente, insieme allo specialista, si
ricercano le terapie e le tecniche più adatte a risolvere il problema e
solo allora si possono comprendere quali possono essere le possibilità
di successo. Gli esami concezionali danno indicazioni fondamentali per
affrontare il problema.
- Quante volte, all interno della stessa clinica , si puo’ fare una
ICSI (iniezione introcitoplasmatica di
spermatozoi) con il servizio sanitario nazionale ?
Non c’è un limite massimo, tutto dipende dalla salute fisica e mentale
della coppia oltre che della disonibilità economica, però nei centri
dove ci sono molte coppie in lista, di norma riducono i cicli a un
massimo di due all’anno.
- Quali sono le possibili cause?
a) I casi di difficoltà di concepimento che dipendono solo alla donna
sono circa un terzo del totale dei casi, in percentuale pressoché
identica a quella relativa al solo partner maschile. Le cause di
infertilità femminile sono oggi almeno in parte differenti rispetto al
passato, soprattutto per ragioni legate allo stile di vita. Le
principali sono:
- Diminuzione della riserva ovarica, che viene misurata in maniera
approssimativa con il dosaggio dell’FSH al 3pm oppure con test piu’
precisi come il “Clomiphene challenge test”.
- ” Disturbi del ciclo mestruale - anovulazione: i cicli anovulatori
sono cicli mestruali senza ovulazione e formazione del corpo luteo;
tendono ad essere cicli irregolari, talvolta più corti, spesso più
lunghi del normale. Per stabilire se durante il ciclo mestruale si ha o
meno un’ovulazione, oltre all’indicazione della regolarità del ciclo, è
fondamentale la misurazione della temperatura basale. Generalmente
l’anovulazione è determinata da una inadeguata produzione di ormoni
ipofisari (FSH, LH) e ciò può avere cause differenti che possono essere
identificate grazie ai dosaggi ormonali. Anche altri tipi di disturbi
endocrini, come ad esempio un cattivo funzionamento della tiroide,
possono portare a mancanza dell’ovulazione, così come influiscono sulla
regolarità del ciclo mestruale fattori non fisiologici quali stress,
disagi psicologici, disturbi dell’alimentazione.
- ” Disturbi del collo dell’utero: l’infertilità cervicale consiste in
un difetto a livello del collo dell’utero (cervice) che spesso si
manifesta come una incapacità a produrre il normale muco cervicale
nelle quantità e caratteristiche idonee a consentire il processo di
fecondazione. Può essere causata anche da infezioni che hanno
danneggiato alcuni organi, ad esempio le ghiandole che producono il
muco .
- ” Disturbi delle tube di Falloppio: l’infertilità tubarica
costituisce il 20% dei casi di difficoltà di concepimento ed è dovuta
essenzialmente dalla chiusura parziale o completa delle tube in un
punto qualsiasi del loro percorso che impedisce la loro normale
funzione di trasporto degli ovociti, degli spermatozoi o degli
embrioni. Tra le cause di infertilità tubarica, ci sono in genere
fattori infettivi (es. Chlamydia, Salpingite) derivanti da malattie
sessualmente trasmesse, pregressi interventi chirurgici addominali che
col tempo possono aver determinato, infiammazioni trascurate,
l’endometriosi. Inoltre possono causare infezioni tubariche anche le
interruzioni volontarie di gravidanza (IVG) o la presenza e a volte
l’uso scorretto di dispositivi intrauterini anticoncezionali (la
“spirale”).
- ” Endometriosi: è la presenza di tessuto endometriale, che
normalmente riveste le pareti interne dell’utero, al di fuori della
cavità uterina: anche se questo tessuto non è al posto giusto si
comporta anch’esso ciclicamente, aumentando di volume e sfaldandosi
durante il ciclo. Questa patologia in alcuni casi è asintomatica in
altri molto dolorosa ed è molto severa in relazione alla possibilità di
concepire perché a volte è in grado di provocare addirittura sterilità
permanente.
- ” Ovaio policistico: l’ovaio policistico risulta essere leggermente
più grande del normale con una superficie ricoperta da numerose
piccolissime cisti. Questo tipo di ovaio produce ormoni maschili in
eccesso e può causare alterazioni della lunghezza del ciclo mestruale,
problemi di acne o peli superflui
- “sindromi e anomalie genetiche
b) I casi di difficoltà di concepimento che dipendono solo dall’uomo
sono circa un terzo del totale dei casi, in percentuale pressoché
identica a quella relativa al solo partner femminile ma in reale
aumento: lo stile di vita moderno, le sostanze chimiche con cui entrano
in contatto nello svolgimento di alcune professioni prettamente
maschili e i fattori ambientali sembrano avere una influenza
determinante sull’uomo. Essenzialmente consistono nella difficoltà o
incapacità di produrre spermatozoi normali, nell’impossibilità di
portare all’esterno il seme.
- ” Problemi riguardanti quantità e qualità degli spermatozoi: è
difficile affermare quanti spermatozoi siano necessari affinché avvenga
la fertilizzazione, a volte infatti anche un numero basso di
spermatozoi con un’alta mobilità ha successo. I problemi più frequenti
sono aspermia (assenza di liquido seminale), ipospermia (volume di
liquido seminale < a 2ml), iperspermia (volume di liquido seminale > a
6ml), azoospermia (nel liquido seminale non ci sono spermatozoi),
oligozoospermia (il numero degli spermatozoi è < a 20 milioni per ml).
- ” Infezioni croniche: solitamente dovute a malattie sessualmente
trasmesse derivanti da rapporti non protetti, che nell’uomo sono
perlopiù asintomatiche ma che possono avere ripercussioni a volte in
modo determinante sull’apparato genitale maschile. A volte anche virus,
come ad esempio quello che provoca la parotite, possono portare danni a
carico dei testicoli determinando, nei casi più gravi, azoospermia.
- ” Varicocele: consiste nella dilatazione delle vene spermatiche che
circondano il testicolo che assumono, nelle forme più evidenti, un
aspetto tumefatto e bluastro. Può essere diagnosticato durante una
visita andrologica ed è avvertito come un leggero rigonfiamento al di
sotto del testicolo. Può accadere che questa patologia sia asintomatica
e non provochi fastidi.
- ” Criptorchidismo: indica la parziale o mancata discesa dei
testicoli dall’addome nella borsa scrotale.
- ” Ostruzione delle vie seminali: si verifica quando vi sono
ostruzioni nell’apparato genitale maschile che ostacolano il passaggio
degli spermatozoi nel liquido seminale. Può essere congenita (presente
sin dalla nascita), oppure derivare da cause infiammatorie o seguire
traumi.
- ” Cause genetiche: alcune cause anche gravi di infertilità maschile
derivano da fattori genetici (che fanno parte del patrimonio dei geni e
derivano dai genitori). Ad esempio alcune alterazioni dei cromosomi
sessuali (X e Y), che possono portare a difetti della funzionalità
riproduttiva perché disturbano la formazione dei gameti maschili e
femminili, senza però avere effetti evidenti sulle altre funzioni
dell’individuo. Per i gameti maschili il danno è più serio perché si
può bloccare la produzione di tutti gli spermatozoi.
c) E’ ‘ molto raro che entrambi i partner abbiano difficoltà di
concepimento ma ci sono alcuni fattori che possono manifestarsi sia
nella donna che nell’uomo:
- ” Ipogonadismo: è l’incapacità delle gonadi (testicoli e ovaie) a
produrre ormoni sessuali e gameti. Deriva da un deficit della normale
funzione di due ghiandole endocrine, ipofisi e ipotalamo, nel produrre
l’ormone GnRH.
- ” Infertilità immunologica - anticorpi antispermatozoi consiste
nella produzione da parte dell’organismo maschile di anticorpi contro i
suoi stessi spermatozoi (autoanticorpi). In seguito a ciò essi si
“incollano” tra loro non riuscendo così ad avere un’adeguata mobilità
progressiva e portando a difficoltà di concepimento
Alcune coppie possono anche avere tutti gli esami nella norma. In
questo caso si parla di sterilità idiopatica (cioè non collegata a
nessuna causa apparente).
Si possono distinguere vari gradi di subfertilità (lieve, moderata e
grave) che sono relativi allo stato di compromissione dei vari organi
deputati alla riproduzione.
- A chi rivolgersi?
Quando una coppia ha il sospetto o la consapevolezza di avere dei
problemi riproduttivi dovrebbe rivolgersi al medico di famiglia, o al
ginecologo, il quale dovrebbe indirizzare la coppia verso un Centro
specializzato in medicina della riproduzione pubblico o privato, con il
quale avere una attiva collaborazione che faciliti l’iter diagnostico e
terapeutico, e indirettamente riduca lo stress psicologico della
coppia.
- Quali terapie?
Le terapie possibili sono varie e legate alla diagnosi. Si dividono
in:
Trattamenti di I livello: induzione dell’ovulazione seguita da
rapporti mirati o da inseminazioni. Sono indicati nei casi di mancanza
di ovulazione, nell’infertilità idiopatica, nelle forme lievi di
infertilità, quando però l’età della donna non supera i 35 anni e
quando la durata dell’infertilità non supera i 3-4 anni. Questi
trattamenti sono eseguiti in moltissimi centri sia pubblici, che
privati. La lista d’attesa non è solitamente lunga. Le percentuali di
successo sono intorno al 15% per ciclo. L’inseminazione consiste
nell’introduzione - attraverso una cannula - di liquido seminale,
opportunamente preparato, nell’apparato genitale femminile.
È consigliato effettuare dai 3 ai 6 cicli.
Trattamenti di II e III livello: comprendono una serie di metodiche, i
cosiddetti cicli di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), in
particolare: la FIVET (fecondazione in vitro e trasferimento di
embrione in utero), la ICSI (iniezione introcitoplasmatica di
spermatozoi), la donazione di ovociti, la crioconservazione di ovuli ed
embrioni, la diagnosi genetica reimpianto, il prelievo chirurgico di
spermatozoi dal testicolo (TESE/TESA) o dall’epididimo (MESA). Questi
trattamenti sono indicati nelle forme moderate e severe di infertilità,
o nelle forme più lievi quando i trattamenti di primo livello non hanno
avuto successo.
- Quali sono le fasi di un ciclo di fecondazione assistita?
La prima parte del trattamento prevede un’induzione della crescita
follicolare multipla, a cui segue il prelievo degli ovociti, la
fecondazione extracorporea ed il successivo trasferimento degli
embrioni sviluppatisi in vitro (cioè in laboratorio) all’interno
dell’utero materno.
- Le terapie di stimolazione ovarica devono essere iniziate in una
specifica fase del ciclo? In alcuni casi le terapie di induzione della
crescita follicolare multipla iniziano i primi giorni del ciclo
mestruale; più spesso vengono precedute dall’utilizzo di farmaci
cosiddetti agonisti del GnRH, il cui utilizzo non è in relazione al
ciclo mestruale.
- I farmaci utilizzati sono pericolosi?
L’induzione della crescita follicolare multipla è effettuata
utilizzando in generale sostanze identiche o assai simili a quelle che
in natura consentono la maturazione ovocitaria della donna. Si tratta,
cioè, di sostanze il cui unico rischio potenziale riguarda il possibile
sviluppo della sindrome da iperstimolazione ovarica (0,6% dei casi).
- La stimolazione ovarica anticipa la menopausa?
Nella donna ogni mese alcuni ovociti vengono “reclutati” ed iniziano
il processo di maturazione e crescita, ma solamente uno viene
selezionato e giunge a maturazione completa; la terapia medica permette
la maturazione contemporanea di tutti gli ovociti inizialmente
reclutati, ovvero anche di quelli che non avrebbero completato il
percorso maturativo; in generale, quindi, non sussistono i rischi di
esaurire più precocemente il naturale patrimonio follicolare ovarico
della donna e di anticiparne la menopausa.
- Qual è la percentuale di gravidanza ottenuta con le tecniche di
Procreazione Medicalmente Assistita?
Anche se la percentuale di gravidanza risente di diversi parametri
legati alla specifica storia clinica di ciascuna coppia, si considera
generalmente che nei Centri cosiddetti di “eccellenza” le percentuali
di successo raggiungano il 38-40% dei casi.
- Dopo quanto tempo si può ripetere un ciclo di trattamento?
Per consentire alla coppia di ottenere un adeguato periodo di ripresa
dal carico emotivo che tali terapie comportano, e per un corretto
recupero della spontanea funzione ovarica e mestruale, è preferibile
lasciare passare circa 2-3 mesi per sottoporsi ad un successivo ciclo
di trattamento.
In alcuni casi, gli esami e le indagini indicheranno alla coppia che
sarà possibile concepire un figlio solo ricorrendo a un aiuto. Questo
aiuto, a seconda della complessità e della gravità del caso, potrà
consistere in: trattamento farmacologico, ad esempio nei casi di
disfunzioni ormonali, intervento chirurgico, ad esempio per “sbloccare”
l’occlusione delle tube di Falloppio o in caso di varicocele.
- Quando vengono prescritti i farmaci orali?
I farmaci orali vengono prescritti per stimolare l’attività delle
ovaie e per indurre l’ovulazione nel caso in cui la donna non ovula.
Oppure, nei casi in cui ovula raramente, la terapia ha la funzione di
stimolare l’ovulazione. In questo modo la donna produce un maggior
numero di follicoli che possono essere fecondati e quindi aumentano le
possibilità di concepimento.
- Chi li può prescrivere?
I farmaci orali per indurre/stimolare l’ovulazione sono prescrivibili
dallo specialista che in seguito al monitoraggio dell’ovulazione della
donna ne abbia riscontrato la necessità. È opportuno richiedere al
medico se è possibile avere totali o parziali rimborsi dal SSN.
- Cosa è il clomifene citrato?
Il clomifene citrato è un ormone sintetico stimolante dell’ovulazione.
E’ un farmaco orale, economico e di facile somministrazione.
- Può accadere che il clomifene citrato stimoli eccessivamente
l’ovulazione?
In alcuni casi è possibile, infatti l’attività del farmaco deve essere
costantemente monitorata tramite ecografie, per valutare se sta
funzionando, evitare il sovradosaggio, ridurre gli effetti collaterali
e limitare il numero di parti gemellari.
- Cosa è l’iperstimolazione ovarica?
L’iperstimolazione ovarica è una situazione patologica che si può
verificare in seguito all’uso delle gonadotropine (farmaci che
stimolano l’ovulazione). Consiste in un aumento eccessivo del volume
delle ovaie con accumulo di liquido nel peritoneo. I sintomi sono
dolore e nausea, solitamente è richiesto il ricovero ospedaliero. Un
costante monitoraggio delle attività dei farmaci potrebbe ridurre tale
rischio.
- In presenza di un fibroma si può comunque ricorrere alla
stimolazione ormonale?
Sì, nella maggior parte dei casi è possibile ma è comunque opportuno
rivolgersi al medico per seguire la terapia consigliata, affinché si
possa superare il problema.
- In cosa consiste la stimolazione dell’endometrio?
La stimolazione dell’endometrio consiste generalmente nella
somministrazione di farmaci a base progestinica (progesterone) al fine
di dare sostegno al tessuto che accoglierà l’embrione dopo la
fecondazione in vitro.
- In cosa consiste il day hospital?
Il day hospital consiste in un breve ricovero della durata di poche
ore o un giorno presso una struttura sanitaria, per risolvere semplici
interventi chirurgici o specifici esami che richiedono assistenza
medica o l’utilizzo di appositi macchinari.
- Questi interventi possono anche risolvere definitivamente il
problema?
In alcuni casi, ad esempio nei casi di ostruzione non grave delle tube
o di varicocele, le difficoltà di concepimento possono essere risolte
con semplici interventi e in poco tempo.
- Cosa è la fertilizzazione in vitro?
La fertilizzazione in vitro è la tecnica in cui gli ovuli vengono
prelevati chirurgicamente dall’ovaio e uniti agli spermatozoi
all’esterno dell’organismo in una provetta. Le tecniche di
fertilizzazione in vitro più diffuse sono la FIVET e la ICSI.
- Dopo quanto tempo si può sapere se le terapie hanno avuto successo?
Dopo circa due settimane dal trasferimento dell’embrione nell’utero è
possibile effettuare un’analisi del sangue dell’ormone beta-hCG e
verificare se il concepimento ha avuto luogo ed è iniziata la
gravidanza.
- Quante volte si possono ripetere le terapie nell’arco della vita?
Non è previsto nessun limite al numero di volte in cui si può
ricorrere alle tecniche di PMA. È’ opportuno però tener conto che la
coppia, e soprattutto la donna, è sottoposta a rischi, se pur modesti e
a stress. Lo specialista saprà chiarire i risultati delle tecniche
effettuate e coinvolgervi nell’eventuale decisione di continuare con
altre tecniche o meno.
- Sono elevati i rischi di aborto?
I rischi di aborto per una gravidanza ottenuta con tecniche di PMA
sono più elevati di quelli di una naturale. Inoltre tale rischio è
anche associato all’età della donna.
- Quali sono i rischi per il corpo della donna?
Il rischio per la donna è quello dell’iperstimolazione che può essere
prevenuto o limitato attraverso controlli regolari durante l’assunzione
dei farmaci. Non ci sono altri rischi per la donna in seguito alle
tecniche di PMA.
- È vero che esiste una correlazione tra trattamento dell’infertilità
e parti multipli?
L’incidenza di parti multipli è più alta nei casi di coppie sottoposte
a trattamenti dell’infertilità rispetto alla popolazione generale. I
nuovi regimi di trattamento vengono attentamente adattati alla risposta
della paziente per contribuire a ridurre il rischio di gravidanze
multiple.
- I bambini nati da PMA dovranno effettuare periodici e particolari
controlli nel corso della loro vita?
I bambini nati da PMA sono uguali a tutti gli altri bambini e non
hanno bisogno di particolari controlli.
- Come si valuta la qualità di un centro PMA?
La valutazione di un centro di PMA non è semplice, ma sicuramente è
opportuno tener conto del tempo che i medici dedicano al supporto della
coppia dal punto di vista sia psicologico che il livello di
coinvolgimento della coppia nelle decisioni da prendere. Inoltre è
indispensabile che un centro si dedichi, prima di eseguire qualunque
tecnica, all’individuazione della terapia più adatta.
- I centri pubblici possono eseguire tutte le tecniche? E quelli
convenzionati?
I centri pubblici possono eseguire tutte le tecniche che è possibile
eseguire così come i centri privati e convenzionati, ovviamente in
relazione agli strumenti e alle competenze di cui dispongono.
- Quali sono gli esami da eseguire per essere ammessi al ciclo di
trattamento pma?
Partner femminile
Gruppo sanguineo *
Cariotipo su sangue periferico *
Screening per la fibrosi cistica *
Elettroforesi Hb *
Dosaggi della G6PDH *
gli esami indicati sopra non hanno scadenza
VDRL - TPHA *
HIV *
HCV *
Markers epatite B *
Rosolia
Toxoplasmosi
Citomegalovirus
Herpes virus
Tampone cervicale per:
- gonococco
- micoplasma
- clamidia
Ecografia pelvica
Isteroscopia
TSH
FSH il 3° giorno del ciclo (solo su richiesta specifica)
Ecografia mammaria (se età maggiore o ugale a 35 anni)
gli esami indicati sopra non devono essere datati oltre 6 mesi
dall’inizio del trattamento
Pap-test
questo esame non deve essere datato oltre 12-14 mesi dall’inizio del
trattamento
gli esami contrassegnati dall’asterisco sono quelli da effettuare
anche per il partner maschile
I centri pma possono decidere in base al caso di non effettuare alcuni
di questi esami
- Quali sono i metodi di stimolazione?
a) ciclo di trattamento senza agonisti del GnRH che inizia nei primi
giorni di una mestruazione spontanea
b) ciclo di trattamento con agonisti del GnRH che inizia
indipendentemente dal ciclo mestruale .
-Prima della FIVET o ICSI si deve fare per forza la IUI?
No, tutto dipende dal motivo dell’infertilità. In caso di infertilità
inspiegato si inizierà con una tecnica di I livello per poi aumentare
in caso di insuccesso. Questo non succederà però, ad esempio in caso di
infertilità dovuta alla chiusura o asportazione delle tube; in questo
caso si passa direttamente alla FIVET o ICSI
Testo di legge
1. Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita e’
consentito solo quando sia accertata l’impossibilita’ di rimuovere
altrimenti le cause impeditive della procreazione ed e’ comunque
circoscritto ai casi di sterilita’ o di infertilita’ inspiegate
documentate da atto medico nonche’ ai casi di sterilita’ o di
infertilita’ da causa accertata e certificata da atto medico.
2. Le tecniche di procreazione medicalmente assistita sono applicate
in base ai seguenti principi: a) gradualita’, al fine di evitare il
ricorso ad interventi aventi un grado di invasivita’ tecnico e
psicologico piu’ gravoso per i destinatari, ispirandosi al principio
della minore invasivita’; b) consenso informato, da realizzare ai sensi
dell’articolo 6.
- Come si fanno le iniezioni sottocutanee?
Munitevi di siringhe per l’insulina e di aghi lunghi sfusi.
Di solito i farmaci sono composti da una fiala e dalla polvere
quindi:
- unire il liquido con la polvere e agitare bene
- scartare la siringa da insulita e sostituire l’ago con uno lungo
- aspirare la quantità di farmaco consigiato
- svuotare l’aria dalla siringa tenendo l’ago ancora inserito nel
flacone per evitare di sprecare il liquido
- sostituire l’ago lungo con quello da insulina
- disinfettare la zona sotto l’ombellico con del cotone imbevuto di
alcol o altro disinfettante.
- stando seduti (per facilitare la presa) prendere fra le mani un pò
di pelle intorno all’ombellicco (circa 5 cm sotto) e infilzare l’ago
con un’angolazione di circa 45 gradi e poi lasciare la presa
- aspirare leggermente (è preferibile farlo) per verificare se esce
del sangue e poi iniettare tutto il liquido lentamente.
- sfilare l’ago e disinfettare nuovamente
fate attenzione a non mescolare o utilizzare la stessa siringa o ago
per più farmaci diversi
- E’ vero che le iniezioni di progesterone sono doloreose?
Sono abbastanza dolorose ma possono essere di aiuto alcuni
accorgimenti come scaldare fra le mani la fiala prima di fare
l’iniezioni, iniettare il liquido molto lentamente, massaggiare
abbondantemente la zona, usare una borsa dell’acqua calda che facilita
l’assorbimento del liquido.
-Se una prima FIVET o ICSI è andata male alla seconda volta dovrei
pagare comunque per intero?
Se alla prima volta sono stati prelevati e congelati degli ovociti,
questi potrebbero (se ancora buoni al momento dello scongelamento)
essere utilizzati per un secondo ciclo e in tal caso i centri fanno
pagare un percentuale in meno diversa da centro a centro.
Assumendo il Decapeptyl, le mestruazioni dovrebbero arrivare comunque
o no?
Dipende da quando si è iniziata l’assunzione del farmaco, se si parte
dal primo o secondo giorno del ciclo (quindi durante le mestruazioni) è
chiaro che queste ci sono e continueranno il loro corso.
Se invece si inizia l’assunzione al 21 giorno del ciclo (o in
qualsiasi altro momento precedente all’arrivo delle mestruazioni)
allora la mestruazione si potrebbe o non si potrebbe presentare a
seconda di come risponde il corpo di chi lo assume. In qualsiasi caso
bisogna continuare l’assunzione del farmaco come consigliato dal
medico
Farmaci per la stimolazione ovarica Puregon e Gonal-F qui trovate i
link su come utilizzare la penna per l’iniezione
http://www.puregonpen.com/
-Che cos’è la nota 74 e a quali farmaci fa riferimento?
Per i soli farmaci soggetti alla nota 74 (Gonal F = follitroprina alfa
da DNA ricombinante, Puregon = follitroprina beta da DNA ricombinante,
Menogon = menotropina, Fostimon = urofollitropina) il centro PMA
compila un piano terapeutico che consegna alla paziente (ricordatevi di
farne una fotocopia da tenere).
Il piano terapeutico ha validità 6 mesi dalla data di emissione.
La paziente porta il piano terapeutico al proprio medico di base, il
quale è così autorizzato all’emissione della ricetta - per il
trattamento dell’infertilità femminile - con la dicitura “74” nell’
apposito spazio “nota CUF”.
Soltanto con la nota 74 segnata sulla ricetta il farmaco è a carico
del Servizio Sanitario Nazionale.
Una spiegazione dettagliata sulla Nota 74 è consultabile sul documento
del Ministero della Salute, da pagina 110, al seguente link:
http://www.ministerosalute.it/medicinal … egrale.pdf
- Quanto costa la pma?
I costi sono diversi a seconda della scelta del centro (pubblico o
privato) e a seconda della regione o paese estero.
In linea di massima i costi sono i seguenti:
Pubblico
IUI costo che va da Euro 50,00 a Euro 100,00 monitoraggi e farmaci
esclusi
FIVET costo che va da Euro 400,00 a Euro 1.000,00 monitoraggi e
farmaci esclusi
ICSI costo intorno a Euro 1.000,00 monitoraggi e farmaci esclusi
Privato
IUI costo che va da Euro 250,00 a Euro 800,00 farmaci esclusi
FIVET costo che va da Euro 3.000 a Euro 4.000 farmaci esclusi
ICSI costo intorno a Euro 4.100.00 farmaci esclusi
TESE costo intorno Euro 1.800,00
- Come arrivano gli ovociti in laboratorio?
Dopo il pick-up gli ovociti arrivano in laboratorio in provette
sterili e immersi in liquido follicolare. Vengono localizzati mediante
il miscroscopio, puliti e conservati nell’incubatrice in coltura a 37°
C
-Gli ovociti ottenuti nel ciclo hanno la stessa qualità?
No, la qualità degli ovociti è una caratteristica intrinseca di ogni
donna.
Dopo il pick-up si ottiene un numero eterogeneo di ovociti, dei quali
circa l’80% sono maturi ma sono presenti anche ovociti immaturi o con
aspetto degenerato che non sono adatti alla fecondazione.
- Quando deve essere ottenuto il campione di liquido seminale?
Al termine del pick-up si richiede il campione di liquido seminale da
parte dell’uomo, ottenuto tramite masturbazione in un recipiente
sterile, previo lavaggio delle mani e dei genitali. Il campione viene
poi consegnato ai biologi che cominciano il trattamento prima che
trascorra un ora dal suo ottenimento.
E’ necessario preparare il liquido seminale in modo speciale?
Gli spermatozoi devono essere separati dal plasma seminale prima di
acquistare la capacità fecondante.
- Vengono fecondati tutti gli ovociti inseminati in Vitro?
No, in condizioni normali la percentuale è intorno al 70%
- Cosa si osserva il giorno seguente alla fecondazione?
Dopo 17-20 ore dall’inseminazione l’ovocita fecondato presenta due
pronuclei, corrispondente ai codici genetici femminile e maschile. Si
possono osservare ovociti fecondati correttamente, ovociti non
fecondati o fecondati in modo anomalo.
- Cosa si osserva due giorni dopo la fecondazione?
Dopo 48 ore si osservano i primi embrioni che possono essere divisi in
2,3, 4 e 5 cellule con percentuale di frammentazione variabile.
- Come sono gli embrioni tre giorni dopo la fecondazione?
Gli embrioni devono aver duplicato il numero di cellule che avevano il
secondo giorno. Alcuni embrioni possono bloccarsi ed arrestare il loro
sviluppo nel passaggio dal secondo al terzo giorno.
- Che tipo di vita è consigliabile fare fra il momento del
trasferimento e il test di gravidanza?
Si consiglia di evitare sforzi fisici, rapporti sessuali con
penetrazione e lunghi percorsi in macchina, per il resto si può
condurre una vita del tutto normale.
-Come si fa a sapere se si è incinta?
Dopo circa 12-15 giorni dal trasferimento si fa un test di gravidanza
o le analisi del sangue anche se si ha avuto delle perdite più o meno
intense.
Quando deve essere fatta la prima ecografia ?
Dopo circa 15 giorni dal test di gravidanza o delle beta.
- Quando viene fatta l’iniezione di gonadotropina corionica ?
Una volta raggiunta la maturazione degli ovuli intorno ai 21 mm, si
procede con l’iniezione di gonadotripina che viene fatta 36 ore prima
del pick-up rispettando scrupolosamente l’orario.
- Quando bisogna avere l’ultima eiaculazione ?[b/]
L’ultima eiaculazione bisogna averla mediante masturbazione o rapporto
protetto il giorno stesso dell’iniezione di gonadotropina
scritto da Babymary