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Archive for the ‘Maternità’ category

Negli anni ‘90 il Prof.Nicolaides al King’s College di Londra ha dimostrato l’aumento di liquido nucale (definita Translucenza nucale) nei feti affetti da sindrome di Down mediante un esame ecografico eseguito nel terzo mese di gravidanza.

Con la diffusione del metodo si e’ osservato che lo studio della translucenza nucale fetale a 12 settimane e’ il più efficace mezzo di screening precoce della maggioranza anche delle altre patologie fetali.

 Con il termine anomalie cromosomiche si indicano le alterazioni che riguardano il numero o la struttura dei cromosomi. Nella s. di Down è causata dalla presenza nel patrimonio genetico di un cromosoma in più ( trisomia 21).

La causa delle anomalie cromosomiche è in genere da ricercarsi in un errore accidentale durante la formazione delle cellule uovo o degli spermatozoi dei genitori.

 Per evidenziare l’anomalia cromosomica di un individuo si studia il numero ed il tipo dei suoi cromosomi (cariotipo).

Nella gravidanza questo studio si puo eseguire solo tramite un analisi di cellule fetali presenti nel liquido amniotico (anmiocentesi) o placentare (villocentesi). Questi esami sono invasivi e hanno un rischio di abortivita’ di circa 1%.

 Dato questo rischio è doveroso informare la donna che il criterio piu affidabile per scegliere come affrontare questo problema non è più la sua età, ma la presenza nel feto portatore di queste anomalie di rilievi come lo spessore della translucenza, la presenza del’osso nasale e anomalie cardiovascolari.

 I difetti maggiori alla nascita sono nella loro globalità circa il 20-30 ogni mille nati. Solo parte di queste anomalie hanno una origine cromosomica e la s. di Down è presente in 2 casi su mille nati.

Le cardiopatie congenite maggiori sono presenti in 8-10 casi su mille e sono la prima causa di mortalita neonatale.

 

In che periodo della gravidanza


Lo studio della Translucenza si effettua in un momento particolare e limitato della gravidanza, cioè quando l’embrione è diventato feto. In questo periodo (dalla 11 settimana + 4 giorni sino alla 13 settimana + 5 giorni) possiamo sia studiare morfologicamente il feto nelle sue principali strutture (anticipando per molti rilievi il controllo morfologico del II trimestre) che avere informazioni sul rischio di alterazioni cromosomiche di cui la metà sono costituite dalla trisomia 21 (Down).

10a settimana

 

 

11

 

 

12

 

 

13

 

 

14

 

–>

 

 

embrione

feto

 

 

–>

 

 

–>

 

 

–>

 

 

 

 

 

<–

 

 

translucenza

 

 

–>

 

 

 

 

 

 

 

 

 

46 mm

 

 

lunghezza feto

 

 

84 mm

 

 

 

 

 

 

 

Nel periodo tra la 11/12 settimana e la 13/14 settimana sono state studiate più di centomila gravidanze in un solo centro inglese (Fetal Medicine Foundation) e tale studio è stato ripetuto e riprodotto in tutti i maggiori centri mondiali con analoghi risultati (in totale più di 350.000 esami riportati nelle pubblicazioni).
È importante che questo test sia disponibile nel primo trimestre perché offre di procedere, se indicato, con analisi invasive precoci e in secondo luogo perché grazie al miglioramento della tecnologia è possibile evidenziare quelle malformazioni anche non cromosomiche che si manifestano già nella vita fetale iniziale (le malformazioni si formano nel periodo embrionale e le maggiori, in alcuni apparati, sono diagnosticabili precocemente).

 

Come si esegue l’esame


La gestante è invitata a presentarsi per un’ecografia tra la undicesima e la tredicesima settimana.

  • viene effettuato un colloquio preliminare sul significato del test e l’acquisizione del consenso,
  • viene eseguita un’accurata valutazione morfologica del feto ,
  • viene eseguita la misurazione della Translucenza Nucale e osso nasale,
  • viene discusso con la coppia il risultato del test che deve essere eseguito dal medico che ha effettuato l’esame e non tramite un referto inviato da un laboratorio..

Se si vuole aumentare la sensibilità del test ecografico con il dato di laboratorio, si esegue un prelievo di sangue. Nel campione di sangue materno si dosano due sostanze denominate Free-Beta HCG e PAPP-A, che sono presenti in tutte le gravide. Nella maggioranza dei casi anomali queste sostanze sono presenti in quantità alterata. Il risultato del test biochimico viene combinato con quello dell’esame ecografico della Translucenza per formulare il rischio specifico per la sindrome di Down e la Trisomia 18 e 13.

 

Chi effettua la Translucenza nucale


Per l’esecuzione di un corretto esame della Translucenza è indispensabile che siano garantite tutte le seguenti condizioni:

  • le apparecchiature devono essere in grado di misurare con estrema precisione i decimi di millimetro che sono fondamentali per l’elaborazione del risultato.
  • l’adeguata informazione preliminare alla coppia sul significato del test e discussione dei risultati che deve essere sostenuta dal medico che ha eseguito l’esame e non da un referto inviato da un laboratorio.
  • l’esperienza dell’Ecografista, che usa uno specifico software. Gli esami eseguiti dallo Specialista devono essere verificati per mantenere il suo accreditamento o idoneità annuale.
  • il medico è il responsabile della procedura; è quindi suo compito immettere nel computer i valori forniti dal laboratorio per permettere ai revisori esterni un costante controllo di qualità dei suoi dati.

 

Cosa fare se la Translucenza è aumentata

 

Il test nella maggior parte dei casi (95%) ci dirà che il vostro bambino ha ben poche probabilità di essere affetto da anomalie cromosomiche perché il risultato sarà negativo, cioè con una translucenza bassa e valori ematici nella media.
Quando il test sarà positivo, cioè con un risultato di rischio superiore a 1 su 300 (e ciò occorre in circa il 5% dei casi), per la Translucenza aumentata e/o valori ematochimici associati, non significa che il bambino abbia una cromosomopatia, ma che sarà opportuno indagare (a discrezione parentale) ulteriormente con gli esami invasivi:amniocentesi, villocentesi.
Risposte dubbie del TEST - Riduzione dei “falsi positivi”:
È possibile ricalcolare la fascia di rischio. Sia per dimezzare il numero dei falsi positivi sia per chiarire risposte “dubbie”, quando il rischio è posizionato tra 1/100 e 1/1000. Questa procedura di II livello è eseguibile da Operatore accreditato che utilizza più approfondite indagini sull’osso nasale, cuore e dotto venoso.
scritto da Vicky

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo il concepimento comincia un lungo viaggi oin cui il piccolo si trasforma fino ad arrivare alla sua completa trasformazione e alla nascita.
Ci sono infatti alcuni controlli ocntemplati anche in un decreto legge, per tutelare la maternita’.
Vanno effettuati secondo un calendario prdefinito che qui sotto vi riportiamo.

ENTRO LA 13° SETTIMANA (primo trimestre)

Beta HCG;
Esame emocromocitometrico completo con conteggio piastrine;
Sideremia;Ferritina;
Tests specifici per le emoglobinopatie congenite;
Reazioni sierologiche per la lues;
Glicemia;
Curva da carico di glucosio o dosaggio emoglobina glicosilata se diabete nell ’anamnesi familiare e/o pregressa gravidanza con feto macrosomico;
Azotemia;Creatininemia;Uricemia;Transaminasi;
Gamma GT;
Esami del gruppo TORCH (ed eventuale ulteriore controllo dei casi dubbi);
Gruppo sanguigno e fattore RH;
Tests di Coombs indiretto;
HBsAg;HCVab;HIVab;
Esame urine completo;
Ecografia (per monitoraggio della gravidanza).

ENTRO LA 18° SETTIMANA (quarto mese gravidanza)

Esame urine completo;
Alfafetoproteine;Urinocoltura;
Esame microbiologico vaginale,in particolare per la ricerca del Tricomonas,Candida,
Herpes e Clamidia.

ENTRO LA 23°SETTIMANA (quinto mese gravidanza)

Esame emocromocitometrico completo con conteggio piastrine;
Ricerca anticorpi antitoxoplasma;
Ecografia (per monitorare la gravidanza)

ENTRO LA 27° SETTIMANA (sesto mese gravidanza)

esame urine completo

ENREO LA 31° SETTIMANA (settimo mese gravidanza)

esame urine completo
azotemia
creatininemia, protidogramma
esame emocromocitometrico completo ,conteggio piastrine

ENTRO LA 36° SETTIMANA (ottavo mese gravidanza)

esame urine completo
esame emocromocitometrico completo ,conteggio piastrine
test coaugulativi
ferritina, sideremia
herpes e clamidia
Esame microbiologico vaginale,in particolare per la ricerca del Tricomonas,Candida,
E3 ,HPL (monitorizzare fino al parto se necessario)

AL NONO MESE -ultime 2 settimane

Creatininemia;Glicemia;
Colinesterasi (numero di dibucaina);
Esame emocromocitometrico completo con conteggio piastrine;
ECG e visita cardiologica;
azotemia
esame urine completo
ricerca anticorpi antitoxoplasma
tococardiografia (monitorizzare fino al parto se necessario)
ecografia (per monitoraggio della gravidanza)

SIGNIFICATEO DEGLI ESAMI DEL SANGUE
Emocromo: analizza le caratteristiche e valori delle varie componenti del sangue. La quota di emoglobina, serve per smascherare un eventuale anemia, il volume dei globuli rossi identifica eventuali portatrici di anemia mediterranea, il valore delle piastrine serve da riferimento: in alcuni casi queste cellule del sangue possono ridursi nel corso della gravidanza. L’emocromo va ripetuto tra la ventottesima e la trentaduesima settimana e tra la trentatreesima e la trentaseiesima settimana, momenti dell’attesa in cui un’anemia da carenza di ferro è più facilmente presente.
Gruppo sanguigno e identificazione del fattore Rh
test di Coombs indiretto va effettuato solo dalle donne con un Rh negativo che abbiano un partner con un Rh positivo. Serve per valutare se il corpo materno ha maturato anticorpi nei confronti dell’Rh del piccolo in arrivo. Il test va ripetuto ogni mese, sino alla fine della gravidanza.
Aspartato aminotransferasi e alanina aminotransferasi: valutano la funzionalità del fegato. Alcune complicanze che possono manifestarsi in gravidanza (per esempio la preclampsia) possono alterare questi valori ed è importante avere dei dati di riferimento
.Test per la rosolia: solo se non è già stato eseguito tra i controlli preconcezionali. Va ripetuto una seconda volta entro la diciassettesima settimana dalle donne che non risultano immuni
Glucosio: valuta la quantità di zuccheri presenti nel sangue, Serve ad identificare donne intolleranti ai carboidrati o leggere forme di diabete non riconosciute prima della gravidanza. Questo valore serve anche da riferimento per valutare se nel corso dell’attesa si manifesta una forma particolare di diabete, detto gestazionale.Il test va ripetuto tra la ventiquattresima e la ventisettesima settimana.
Test per la toxoplasmosi solo se non è già stato eseguito tra i controlli preconcezionali. Va ripetuto ogni mese sino al momento del parto dalle donne che non sono immuni.
Test per la sieropositività all’Aids: solo se non è stato già eseguito durante i controlli preconcezionali. Va ripetuto tra la trentatreesima e la trentasettesima settima in caso la donna abbia un rischio nei confronti della malattia ( tossicodipendenza, per esempio).
Test per la sifilide, solo se non è stato eseguito durante i controlli preconcezionali.
IL SIGNIFICATO DELL’ESAME DELLE URINE

L’esame delle urine identifica eventuali infezioni delle vie urinarie ( più facili durante la gravidanza): proprio per questo il test va effettuato all’inizio dell’attesa (entro la tredicesima settimana) e ripetuto con scadenza mensile sino alla fine dei nove mesi. L’ultimo controllo è previsto tra la trentottesima e la quarantesima settimana di gestazione.
Se il test delle urine identifica probabili infezioni ( presenza di batteri, per esempio) viene successivamente prescritta un’urinocultura che permette di determinare con precisione qual è il batterio in questione. Da lì le cure del caso.
E’ un esame molto importante perché permette di tener d’occhio l’eventuale presenza di proteine nelle urine. Questo dato è il primo campanello d’allarme della gestosi (o preclampsia), una malattia strettamente legata alla gravidanza che determina un innalzamento della pressione arteriosa egonfiori diffusi. Riconosciuta precocemente, la malattia può essere tenuta sotto controllo in modo che non rappresenti alcun rischio per la donna e il piccolo .

ECOGRAFIE
la prima, intorno alla 12^ settimana è la cosiddetta ecografia ostetrica. Serve a datare la gravidanza (ovvero a determinare con maggior precisione il momento del concepimento), a verificare se il piccolo è impiantato in utero, a vedere se la gravidanza è singola o multipla e a constatare se l’attesa evolve come dovrebbe. Si può già valutare il battito del piccolo cuore e se ci sono importanti malformazioni degli arti o della testa.
le seconda, tra la 19^ e la 23^ settimana, è la cosiddetta ecografia morfologica. Serve ad identificare la presenza di eventuali malformazioni e a valutare la crescita del piccolo e lo sviluppo dei suoi organi : cuore, reni, stomaco, cervello, vescica.
la terza ecografia e’, fissata intorno alla 30^ settimana, serve a valutare la crescita del piccolo, il suo benessere nella pancia della mamma e l’ulteriore sviluppo degli organi. Visualizza anche la posizione della placenta.

scritto da Paola

Beta HCG

La gonadotropina corionica umana (Beta HCG) è un ormone prodotto dal
trofoblasto, un tessuto che si trasformerà successivamente in
placenta.
La gravidanza inizia con il concepimento cioè l’incontro dello
sparmatozoo con l’ovulo maturo nella tuba, l’ovulo fecondato arriva poi
attraverso le tube fino all’utero dove dopo alcuni giorni si impianta
nella parete uterina intorno al 7/8 giorno dalla fecondazione. Quando
l’ovulo passa dallo stadio di morula a quello di blastocisti inizia la
produzione di Beta quindi il suo dosagio permette di verificare
precocemente e lo stato di gravidanza.
L’ormone specifico della gravidanza viene quindi prodotto intorno al
21°-22° giorno del ciclo ma solo in caso di ciclo regolare con
ovulazione avvenuta al 14 giorno. Se l’ovulazione avviene più tardi
anche l’annidamento e la produzione di beta sarà successiva.
Il dosaggio può essere effettuato sulle urine o sul sangue. Il test
viene considerato negativo se il valore risulta inferiore a 10ui/l,
positivo se la quantità di ormone dosato risulta uguale o superiore a
questo valore.
Qui di seguito possiamo vedere tutte le variazioni ormonali in
corrispondenza all’età concezionale e quindi quella riferita alle
settimane effettive del feto e non alla settimana di gravidanza dal
giorno dell’ultima mestruazione che rappresentano invece l’età
gestazionale.

scritto da Babymary

I test ovulatori permettono di individuare in anticipo l’ovulazione
rintracciando nell’urina i due ormoni caratteristici di quest’ultima
cioè l’estradiolo e l’ormone luteinizzante il cui picco innesca
l’ovulazione.
I Persona: Andrebbero utilizzati con l’apposito computer Persona ma è
molto semplice ed economico leggerli da soli. Qui di seguito spieghiamo
come.
Lo stick è formato principalmente da tre parti
1)cappuccio
2) finestra di lettura del test
3)tampone assorbente

Il test va fatto possibilmente la mattina perché gli ormoni sono più
rilevabili e basta semplicemente scartare uno stick, immergere per
qualche secondo (10 circa) il tampone in un bicchierino con un po’
d’urina (oppure mettere il tampone direttamente sul getto dell’urina se
preferite) coprire il tampone con il cappuccio e appoggiare lo stick su
una superficie piana aspettando per qualche secondo che il test diventi
leggibile.
Tenendo il cappuccio dello stick con la mano destra, prima che
l’ovulazione avvenga noterete una linea azzurra nella parte sinistra
della finestra di lettura. Questa linea è quella dell’estradiolo quindi
l’ovulazione è ancora lontana.
Mano a mano che l’ovulazione si avvicina la linea sx si indebolirà per
poi scomparire totalmente lasciando posto alla linea di dx cioè quella
che rileva l’LH.
L’ovulazione è imminente quando la linea sinistra sarà molto debole o
assente quindi noterete il picco dell’LH cioè quando sulla finestra di
lettura potrete notare a destra la linea azzurra. Dal momento del picco
l’ovulazione avverrà entro le 36/48 ore successive.
Riepilogando
SX sola => l’ovulazione è lontana
SX = DX => l’ovulazione si sta avvicinando
DX sola => l’ovulazione è imminente
C’è da tener presente che il picco di LH registrato al mattino può
essere iniziato il giorno precedente quindi l’ovulazione può avvenire
prima di quanto ci si aspetta, perciò meglio avere rapporti il giorno
stesso del picco o il giorno precedente anziché aspettare 24/36 ore
E’ molto importante sapere che l’individuazione del picco non
garantisce al 100% l’ovulazione dato che il picco è considerato
necessario ma non sufficiente perché l’ovulazione avvenga, quindi può
capitare che il test sia positivo ma il ciclo sia anovulatorio.
I stick persona possono essere utilizzati anche come test di
gravidanza a partire dal 12° giorno post ovulazione. Dopo il picco
dell’LH infatti lo stick tornerà ad avere sempre più marcata la linea
sinistra mentre la destra scomparirà. In caso di gravidanza invece la
linea dx si ripresenterà come durante il picco.
Per sapere quando fare il test basta effettuare un veloce calcolo:
Durata media del ciclo – 16 giorni (14 gg di FL + 2 gg dal picco
all’ovulazione)= Giorno del test
Per esempio 28 gg di ciclo – 16 gg = 12 PO giorno in cui effettuare il
test

 

Scritto da Babymary

 

Il muco cervicale è una sostanza prodotta dalle ghiandole che si
trovano nel canale cervicale e ha la funzione protettiva. Esso infatti
è una sorte di tappo del canale cervicale che chiude il passaggio fra
la vagina e l’utero, impedendo che i batteri o altri organismi
estranei, entrino nella cavità uterina.
Per gran parte del ciclo, il muco è impenetrabile agli spermatozoi e
solo in prossimità dell’ovulazione, si trasforma per favorire il loro
passaggio verso l’utero, proteggendo e nutrendo i spermatozoi nelle
cripte cervicali che riescono così a vivere per molte ore fino a 3
giorni.
Se la quantità di muco non è sufficente o le sue caratteristiche
chimiche lo rendono ostili agli spermatozoi, la fecondazione non puo’
avvenire anche se ci sono rapporti nei periodi giusti.
Il muco è il segnale più evidente per individuare la fase iniziale e
finale del periodo fertile e permette inoltre di capire se i cicli sono
regolari.
La quantità e qualità del muco cervicale, cambiano durante il ciclo,
sotto l’influenza degli estrogeni e del progesterone. Nellafase
preovulatoria infatti, quando gli estrogeni aumentano, viene prodotto
un moco di tipo fertile, di consistenza gelatinosa, opaca e poi sempre
più limpida e filante, fino ad arrivare ad assomigliare all’albume
d’uovo.
Compare contemporaneamente, la sensazione di bagnato, seguita da
bagnato scivoloso (simile a quella che si ha in seguito a una visita
ginecolocica, in cui è stato usato il gel) fino alla sensazione di
lubrificazione. In prossimità dell’ovulazione, la quantità di muco può
diminuire sensibilmente per effetto della caduta degli estrogeni, dopo
la rottura del follicolo invece, il progesterone provoca un brusco
cambiamento dell’aspetto del muco che da limpido e filante, diventa
giallo, grumoso o scompare del tutto.
Il periodo più fertile del ciclo è quello del picco, cioè l’ultimo
giorno in cui si avverte il muco (a prescindere dalla quantità) o la
sensazione di bagnato/scivoloso, non sapendo però quando essattamente
ci sarà il picco, bisogna cercare di avere rapporti a giorni alterni,
dal giorno che si osserva la presenza di muco filante fino a quando
scompare la sensazione di bagnato/scivoloso.
La presenza di muco non garantisce al 100% che il ciclo sia
ovulatorio, perché puo’ esserci stata attività ovarica (quindi
produzione di estrogeni e muco) non segita dall’ovulazione ma si può
capire se si è ovulato o no, perché nei cicli ovulatori il mico cambia
bruscamente o scompare del tutto mentre nei cicli anovulatori, il muco
è presente/assente in modo variabile.
Ricordate che non è la quantità di muco che conta, ma la qualità,
quindi anche se dura pochi giorni o si vede solo in determinati momenti
della giornata, se subisce le modificazioni classiche della fase
ovulatoria va bene lo stesso.
Se il muco è assente, può dipendere dal fatto che non si è imparato
ancora a distinguerlo bene o puo’ trattarsi di un problema ormonale o
della cervice.
Per aumentare la produzione di muco, bisogna bere molta acqua o succo
di pompelmo, evitare lavande interni e i salvaslip che assorbono
l’umidità e rendono più difficile individuare il muco.
In genere dopo l’ovulazione, il muco scompare del tutto e prevale la
sensazione di secco ma puo’ accadere che continui ad esserci con
caratteristiche non fertili, quindi opaco, giallino e cremoso ma non
filante.


Nel caso avvenga una doppia ovulazione, il fenomeno si verifica
nell’arco di 24 ore al massimo e non a distanza di giorni, quindi se si
avverte del muco fertile a distanza di vari giorni dall’ovulazione
presunta, probabilmente di tratta di un errore di osservazione.
Puo’ accadere che in caso di concepimento, si noti qualche traccia di
muco filante tipo quello ovulatorio a causa dell’aumento degli
estrogeni.
Le principali variazioni di muco si possono notare semplicemente
utilizzando la carta igienica, per raccogliere le perdite vaginali
estere ed esaminarle.
Per facilitare la fuori uscita del mucocervicale all’apertura dalla
vagina ed evitare esplorazioni interne sempre sconsigliate, basta fare
l’esercizio chiamato di Kegel e cioè stringere il muscolo pubo-
cocciggeo o PC che circonda la vostra vagina (quello che siete solite
contrarre per fermare il flusso di urina)REGOLE PER CONTROLLARE IL MUCO CERVICALE ESTERNAMENTE
- Osservare il muco cervicale prima che vi laviate o fate la pipì
- Controllatelo per tutto il giorno quando andate in bagno
- Se il muco è presete annotate la qualità, colore e quantità
rispondendo a queste domande:
1)La vagina è umida o asciutta?
2) C’è del muco sul fazzoletto di carta?
3) Di che colore è?
4) Che consistenza ha?
5) In che quantità?
6) Che odore ha? (questo è importante perchè in caso di presenza di
infezioni il muco ha cattivo odore)
7) Si allunga come un filo fra il dito pollice e l’indice?
Ci sono alcuni fattori che possono influire sul muco cervicale come ad
esempio:
- infezioni vaginali
- sperma
- lavande vaginali
- ovuli o creme vaginali
- spermicidi e lubrificanti
- antistaminici
- ectropion (cioè la cosidetta piaghetta)
In un periodo ovulatori il muco presenta:
- produzione massima
- chiarezza massima
- filamentosità massima (Spinnbarkeit)
- cristallizzazione a foglia di felce (il muco viene messu su un
vetrino e lasciato essiccare. Studiandolo al microscopio compare sul
vetrino una cristallizzazione a piccole fogli di felce dal 5°/6° giorno
del ciclo divendando queste foglie sempere più grandi fino al 12°
giorno)
- massima penetrabilità per gli spermatozoi

scritto da Babymary
 

 

- Qual è la definizione di sterilità?
In Italia si usa ancora considerare la sterilità come incapacità di
concepire e l’infertilità come incapacità di portare a termine una
gravidanza (abortività ripetuta). La definizione utilizzata in tutto il
resto del mondo descrive la condizione di infertilità come incapacità
di concepire dopo due anni di rapporti non protetti e la sterilità come
impossibilità assoluta di concepire spontaneamente.- Dopo quanto tempo è indicato rivolgersi allo specialista?
Sicuramente non prima di un anno di ricerca. Bisogna comunque
considerare l’età della donna (>35 anni) e la storia clinica. Si può
ricorrere al medico anche prima se c’è una storia di malattia
infiammatoria pelvica, dismenorrea, aborti, gravidanza extrauterina,
endometriosi, cicli irregolari, o se si conosce già una problematica
del partner maschile.
- Quali sono gli esami da fare?
Bisogna chiarire che, nonostante gli esami a nostra disposizione, non
è sempre possibile arrivare a capire qual è la reale causa responsabile
e accanirsi nella ricerca può diventare una perdita di tempo. Gli esami
per l’infertilità sono molti, ma solo alcuni sono indispensabili:
- analisi del liquido seminale;
- valutazione della funzionalità tubarica con una laparoscopia o
idrolaparoscopia;
- valutazione ormonale dell’ovulazione;
- valutazione della cavità uterina con un’isteroscopia.
Gli altri esami sono da eseguirsi in casi particolari, da valutare per
ogni coppia.
- Chi può prescrivere queste analisi?
Tutte le analisi che vengono eseguite per valutare le capacità
riproduttive della coppia sono prescritte dagli specialisti (andrologo
per l’uomo, ginecologo per la donna). È indispensabile farsi seguire da
un medico di riferimento (solitamente il proprio medico di famiglia)
che saprà indirizzare la coppia verso strutture e figure specialistiche
che ritiene più adatte alle necessità del caso.
Questi esami vengono eseguiti in strutture sia pubbliche sia private
sia convenzionate. Sarebbe utile richiedere al medico di riferimento
quali sono le analisi che vengono prescrivibili e rimborsabili dal SSN
(Sistema Sanitario Nazionale). I risultati delle analisi indicano qual è la natura della difficoltà
di concepimento. Successivamente, insieme allo specialista, si
ricercano le terapie e le tecniche più adatte a risolvere il problema e
solo allora si possono comprendere quali possono essere le possibilità
di successo. Gli esami concezionali danno indicazioni fondamentali per
affrontare il problema.
- Quante volte, all interno della stessa clinica , si puo’ fare una
ICSI (iniezione introcitoplasmatica di
spermatozoi)  con il servizio sanitario nazionale ?
Non c’è un limite massimo, tutto dipende dalla salute fisica e mentale
della coppia oltre che della disonibilità economica, però nei centri
dove ci sono molte coppie in lista, di norma riducono i cicli a un
massimo di due all’anno.
- Quali sono le possibili cause?
a) I casi di difficoltà di concepimento che dipendono solo alla donna
sono circa un terzo del totale dei casi, in percentuale pressoché
identica a quella relativa al solo partner maschile. Le cause di
infertilità femminile sono oggi almeno in parte differenti rispetto al
passato, soprattutto per ragioni legate allo stile di vita. Le
principali sono:
- Diminuzione della riserva ovarica, che viene misurata in maniera
approssimativa con il dosaggio dell’FSH al 3pm oppure con test piu’
precisi come il “Clomiphene challenge test”.
- ” Disturbi del ciclo mestruale - anovulazione: i cicli anovulatori
sono cicli mestruali senza ovulazione e formazione del corpo luteo;
tendono ad essere cicli irregolari, talvolta più corti, spesso più
lunghi del normale. Per stabilire se durante il ciclo mestruale si ha o
meno un’ovulazione, oltre all’indicazione della regolarità del ciclo, è
fondamentale la misurazione della temperatura basale. Generalmente
l’anovulazione è determinata da una inadeguata produzione di ormoni
ipofisari (FSH, LH) e ciò può avere cause differenti che possono essere
identificate grazie ai dosaggi ormonali. Anche altri tipi di disturbi
endocrini, come ad esempio un cattivo funzionamento della tiroide,
possono portare a mancanza dell’ovulazione, così come influiscono sulla
regolarità del ciclo mestruale fattori non fisiologici quali stress,
disagi psicologici, disturbi dell’alimentazione.

- ” Disturbi del collo dell’utero: l’infertilità cervicale consiste in
un difetto a livello del collo dell’utero (cervice) che spesso si
manifesta come una incapacità a produrre il normale muco cervicale
nelle quantità e caratteristiche idonee a consentire il processo di
fecondazione. Può essere causata anche da infezioni che hanno
danneggiato alcuni organi, ad esempio le ghiandole che producono il
muco .
- ” Disturbi delle tube di Falloppio: l’infertilità tubarica
costituisce il 20% dei casi di difficoltà di concepimento ed è dovuta
essenzialmente dalla chiusura parziale o completa delle tube in un
punto qualsiasi del loro percorso che impedisce la loro normale
funzione di trasporto degli ovociti, degli spermatozoi o degli
embrioni. Tra le cause di infertilità tubarica, ci sono in genere
fattori infettivi (es. Chlamydia, Salpingite) derivanti da malattie
sessualmente trasmesse, pregressi interventi chirurgici addominali che
col tempo possono aver determinato, infiammazioni trascurate,
l’endometriosi. Inoltre possono causare infezioni tubariche anche le
interruzioni volontarie di gravidanza (IVG) o la presenza e a volte
l’uso scorretto di dispositivi intrauterini anticoncezionali (la
“spirale”).
- ” Endometriosi: è la presenza di tessuto endometriale, che
normalmente riveste le pareti interne dell’utero, al di fuori della
cavità uterina: anche se questo tessuto non è al posto giusto si
comporta anch’esso ciclicamente, aumentando di volume e sfaldandosi
durante il ciclo. Questa patologia in alcuni casi è asintomatica in
altri molto dolorosa ed è molto severa in relazione alla possibilità di
concepire perché a volte è in grado di provocare addirittura sterilità
permanente.
- ” Ovaio policistico: l’ovaio policistico risulta essere leggermente
più grande del normale con una superficie ricoperta da numerose
piccolissime cisti. Questo tipo di ovaio produce ormoni maschili in
eccesso e può causare alterazioni della lunghezza del ciclo mestruale,
problemi di acne o peli superflui
- “sindromi e anomalie genetiche
b) I casi di difficoltà di concepimento che dipendono solo dall’uomo
sono circa un terzo del totale dei casi, in percentuale pressoché
identica a quella relativa al solo partner femminile ma in reale
aumento: lo stile di vita moderno, le sostanze chimiche con cui entrano
in contatto nello svolgimento di alcune professioni prettamente
maschili e i fattori ambientali sembrano avere una influenza
determinante sull’uomo. Essenzialmente consistono nella difficoltà o
incapacità di produrre spermatozoi normali, nell’impossibilità di
portare all’esterno il seme.
- ” Problemi riguardanti quantità e qualità degli spermatozoi: è
difficile affermare quanti spermatozoi siano necessari affinché avvenga
la fertilizzazione, a volte infatti anche un numero basso di
spermatozoi con un’alta mobilità ha successo. I problemi più frequenti
sono aspermia (assenza di liquido seminale), ipospermia (volume di
liquido seminale < a 2ml), iperspermia (volume di liquido seminale > a
6ml), azoospermia (nel liquido seminale non ci sono spermatozoi),
oligozoospermia (il numero degli spermatozoi è < a 20 milioni per ml).

- ” Infezioni croniche: solitamente dovute a malattie sessualmente
trasmesse derivanti da rapporti non protetti, che nell’uomo sono
perlopiù asintomatiche ma che possono avere ripercussioni a volte in
modo determinante sull’apparato genitale maschile. A volte anche virus,
come ad esempio quello che provoca la parotite, possono portare danni a
carico dei testicoli determinando, nei casi più gravi, azoospermia.
- ” Varicocele: consiste nella dilatazione delle vene spermatiche che
circondano il testicolo che assumono, nelle forme più evidenti, un
aspetto tumefatto e bluastro. Può essere diagnosticato durante una
visita andrologica ed è avvertito come un leggero rigonfiamento al di
sotto del testicolo. Può accadere che questa patologia sia asintomatica
e non provochi fastidi.
- ” Criptorchidismo: indica la parziale o mancata discesa dei
testicoli dall’addome nella borsa scrotale.
- ” Ostruzione delle vie seminali: si verifica quando vi sono
ostruzioni nell’apparato genitale maschile che ostacolano il passaggio
degli spermatozoi nel liquido seminale. Può essere congenita (presente
sin dalla nascita), oppure derivare da cause infiammatorie o seguire
traumi.
- ” Cause genetiche: alcune cause anche gravi di infertilità maschile
derivano da fattori genetici (che fanno parte del patrimonio dei geni e
derivano dai genitori). Ad esempio alcune alterazioni dei cromosomi
sessuali (X e Y), che possono portare a difetti della funzionalità
riproduttiva perché disturbano la formazione dei gameti maschili e
femminili, senza però avere effetti evidenti sulle altre funzioni
dell’individuo. Per i gameti maschili il danno è più serio perché si
può bloccare la produzione di tutti gli spermatozoi.
c) E’ ‘ molto raro che entrambi i partner abbiano difficoltà di
concepimento ma ci sono alcuni fattori che possono manifestarsi sia
nella donna che nell’uomo:
- ” Ipogonadismo: è l’incapacità delle gonadi (testicoli e ovaie) a
produrre ormoni sessuali e gameti. Deriva da un deficit della normale
funzione di due ghiandole endocrine, ipofisi e ipotalamo, nel produrre
l’ormone GnRH.
- ” Infertilità immunologica - anticorpi antispermatozoi consiste
nella produzione da parte dell’organismo maschile di anticorpi contro i
suoi stessi spermatozoi (autoanticorpi). In seguito a ciò essi si
“incollano” tra loro non riuscendo così ad avere un’adeguata mobilità
progressiva e portando a difficoltà di concepimento
Alcune coppie possono anche avere tutti gli esami nella norma. In
questo caso si parla di sterilità idiopatica (cioè non collegata a
nessuna causa apparente).
Si possono distinguere vari gradi di subfertilità (lieve, moderata e
grave) che sono relativi allo stato di compromissione dei vari organi
deputati alla riproduzione.
- A chi rivolgersi?
Quando una coppia ha il sospetto o la consapevolezza di avere dei
problemi riproduttivi dovrebbe rivolgersi al medico di famiglia, o al
ginecologo, il quale dovrebbe indirizzare la coppia verso un Centro
specializzato in medicina della riproduzione pubblico o privato, con il
quale avere una attiva collaborazione che faciliti l’iter diagnostico e
terapeutico, e indirettamente riduca lo stress psicologico della
coppia.

 

 

- Quali terapie?
Le terapie possibili sono varie e legate alla diagnosi. Si dividono
in:
Trattamenti di I livello: induzione dell’ovulazione seguita da
rapporti mirati o da inseminazioni. Sono indicati nei casi di mancanza
di ovulazione, nell’infertilità idiopatica, nelle forme lievi di
infertilità, quando però l’età della donna non supera i 35 anni e
quando la durata dell’infertilità non supera i 3-4 anni. Questi
trattamenti sono eseguiti in moltissimi centri sia pubblici, che
privati. La lista d’attesa non è solitamente lunga. Le percentuali di
successo sono intorno al 15% per ciclo. L’inseminazione consiste
nell’introduzione - attraverso una cannula - di liquido seminale,
opportunamente preparato, nell’apparato genitale femminile.
È consigliato effettuare dai 3 ai 6 cicli.
Trattamenti di II e III livello: comprendono una serie di metodiche, i
cosiddetti cicli di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), in
particolare: la FIVET (fecondazione in vitro e trasferimento di
embrione in utero), la ICSI (iniezione introcitoplasmatica di
spermatozoi), la donazione di ovociti, la crioconservazione di ovuli ed
embrioni, la diagnosi genetica reimpianto, il prelievo chirurgico di
spermatozoi dal testicolo (TESE/TESA) o dall’epididimo (MESA). Questi
trattamenti sono indicati nelle forme moderate e severe di infertilità,
o nelle forme più lievi quando i trattamenti di primo livello non hanno
avuto successo.
- Quali sono le fasi di un ciclo di fecondazione assistita?
La prima parte del trattamento prevede un’induzione della crescita
follicolare multipla, a cui segue il prelievo degli ovociti, la
fecondazione extracorporea ed il successivo trasferimento degli
embrioni sviluppatisi in vitro (cioè in laboratorio) all’interno
dell’utero materno.
- Le terapie di stimolazione ovarica devono essere iniziate in una
specifica fase del ciclo? In alcuni casi le terapie di induzione della
crescita follicolare multipla iniziano i primi giorni del ciclo
mestruale; più spesso vengono precedute dall’utilizzo di farmaci
cosiddetti agonisti del GnRH, il cui utilizzo non è in relazione al
ciclo mestruale.

- I farmaci utilizzati sono pericolosi?
L’induzione della crescita follicolare multipla è effettuata
utilizzando in generale sostanze identiche o assai simili a quelle che
in natura consentono la maturazione ovocitaria della donna. Si tratta,
cioè, di sostanze il cui unico rischio potenziale riguarda il possibile
sviluppo della sindrome da iperstimolazione ovarica (0,6% dei casi).

- La stimolazione ovarica anticipa la menopausa?
Nella donna ogni mese alcuni ovociti vengono “reclutati” ed iniziano
il processo di maturazione e crescita, ma solamente uno viene
selezionato e giunge a maturazione completa; la terapia medica permette
la maturazione contemporanea di tutti gli ovociti inizialmente
reclutati, ovvero anche di quelli che non avrebbero completato il
percorso maturativo; in generale, quindi, non sussistono i rischi di
esaurire più precocemente il naturale patrimonio follicolare ovarico
della donna e di anticiparne la menopausa.
- Qual è la percentuale di gravidanza ottenuta con le tecniche di
Procreazione Medicalmente Assistita?
Anche se la percentuale di gravidanza risente di diversi parametri
legati alla specifica storia clinica di ciascuna coppia, si considera
generalmente che nei Centri cosiddetti di “eccellenza” le percentuali
di successo raggiungano il 38-40% dei casi.

- Dopo quanto tempo si può ripetere un ciclo di trattamento?
Per consentire alla coppia di ottenere un adeguato periodo di ripresa
dal carico emotivo che tali terapie comportano, e per un corretto
recupero della spontanea funzione ovarica e mestruale, è preferibile
lasciare passare circa 2-3 mesi per sottoporsi ad un successivo ciclo
di trattamento.
In alcuni casi, gli esami e le indagini indicheranno alla coppia che
sarà possibile concepire un figlio solo ricorrendo a un aiuto. Questo
aiuto, a seconda della complessità e della gravità del caso, potrà
consistere in: trattamento farmacologico, ad esempio nei casi di
disfunzioni ormonali, intervento chirurgico, ad esempio per “sbloccare”
l’occlusione delle tube di Falloppio o in caso di varicocele.
- Quando vengono prescritti i farmaci orali?
I farmaci orali vengono prescritti per stimolare l’attività delle
ovaie e per indurre l’ovulazione nel caso in cui la donna non ovula.
Oppure, nei casi in cui ovula raramente, la terapia ha la funzione di
stimolare l’ovulazione. In questo modo la donna produce un maggior
numero di follicoli che possono essere fecondati e quindi aumentano le
possibilità di concepimento.
- Chi li può prescrivere?
I farmaci orali per indurre/stimolare l’ovulazione sono prescrivibili
dallo specialista che in seguito al monitoraggio dell’ovulazione della
donna ne abbia riscontrato la necessità. È opportuno richiedere al
medico se è possibile avere totali o parziali rimborsi dal SSN.
- Cosa è il clomifene citrato?
Il clomifene citrato è un ormone sintetico stimolante dell’ovulazione.
E’ un farmaco orale, economico e di facile somministrazione.
- Può accadere che il clomifene citrato stimoli eccessivamente
l’ovulazione?
In alcuni casi è possibile, infatti l’attività del farmaco deve essere
costantemente monitorata tramite ecografie, per valutare se sta
funzionando, evitare il sovradosaggio, ridurre gli effetti collaterali
e limitare il numero di parti gemellari.
- Cosa è l’iperstimolazione ovarica?
L’iperstimolazione ovarica è una situazione patologica che si può
verificare in seguito all’uso delle gonadotropine (farmaci che
stimolano l’ovulazione). Consiste in un aumento eccessivo del volume
delle ovaie con accumulo di liquido nel peritoneo. I sintomi sono
dolore e nausea, solitamente è richiesto il ricovero ospedaliero. Un
costante monitoraggio delle attività dei farmaci potrebbe ridurre tale
rischio.
- In presenza di un fibroma si può comunque ricorrere alla
stimolazione ormonale?
Sì, nella maggior parte dei casi è possibile ma è comunque opportuno
rivolgersi al medico per seguire la terapia consigliata, affinché si
possa superare il problema.
- In cosa consiste la stimolazione dell’endometrio?
La stimolazione dell’endometrio consiste generalmente nella
somministrazione di farmaci a base progestinica (progesterone) al fine
di dare sostegno al tessuto che accoglierà l’embrione dopo la
fecondazione in vitro.
- In cosa consiste il day hospital?
Il day hospital consiste in un breve ricovero della durata di poche
ore o un giorno presso una struttura sanitaria, per risolvere semplici
interventi chirurgici o specifici esami che richiedono assistenza
medica o l’utilizzo di appositi macchinari.
- Questi interventi possono anche risolvere definitivamente il
problema?
In alcuni casi, ad esempio nei casi di ostruzione non grave delle tube
o di varicocele, le difficoltà di concepimento possono essere risolte
con semplici interventi e in poco tempo.
- Cosa è la fertilizzazione in vitro?
La fertilizzazione in vitro è la tecnica in cui gli ovuli vengono
prelevati chirurgicamente dall’ovaio e uniti agli spermatozoi
all’esterno dell’organismo in una provetta. Le tecniche di
fertilizzazione in vitro più diffuse sono la FIVET e la ICSI.
- Dopo quanto tempo si può sapere se le terapie hanno avuto successo?
Dopo circa due settimane dal trasferimento dell’embrione nell’utero è
possibile effettuare un’analisi del sangue dell’ormone beta-hCG e
verificare se il concepimento ha avuto luogo ed è iniziata la
gravidanza.
- Quante volte si possono ripetere le terapie nell’arco della vita?
Non è previsto nessun limite al numero di volte in cui si può
ricorrere alle tecniche di PMA. È’ opportuno però tener conto che la
coppia, e soprattutto la donna, è sottoposta a rischi, se pur modesti e
a stress. Lo specialista saprà chiarire i risultati delle tecniche
effettuate e coinvolgervi nell’eventuale decisione di continuare con
altre tecniche o meno.
- Sono elevati i rischi di aborto?
I rischi di aborto per una gravidanza ottenuta con tecniche di PMA
sono più elevati di quelli di una naturale. Inoltre tale rischio è
anche associato all’età della donna.
- Quali sono i rischi per il corpo della donna?
Il rischio per la donna è quello dell’iperstimolazione che può essere
prevenuto o limitato attraverso controlli regolari durante l’assunzione
dei farmaci. Non ci sono altri rischi per la donna in seguito alle
tecniche di PMA.
- È vero che esiste una correlazione tra trattamento dell’infertilità
e parti multipli?
L’incidenza di parti multipli è più alta nei casi di coppie sottoposte
a trattamenti dell’infertilità rispetto alla popolazione generale. I
nuovi regimi di trattamento vengono attentamente adattati alla risposta
della paziente per contribuire a ridurre il rischio di gravidanze
multiple.
- I bambini nati da PMA dovranno effettuare periodici e particolari
controlli nel corso della loro vita?
I bambini nati da PMA sono uguali a tutti gli altri bambini e non
hanno bisogno di particolari controlli.
- Come si valuta la qualità di un centro PMA?
La valutazione di un centro di PMA non è semplice, ma sicuramente è
opportuno tener conto del tempo che i medici dedicano al supporto della
coppia dal punto di vista sia psicologico che il livello di
coinvolgimento della coppia nelle decisioni da prendere. Inoltre è
indispensabile che un centro si dedichi, prima di eseguire qualunque
tecnica, all’individuazione della terapia più adatta.
- I centri pubblici possono eseguire tutte le tecniche? E quelli
convenzionati?
I centri pubblici possono eseguire tutte le tecniche che è possibile
eseguire così come i centri privati e convenzionati, ovviamente in
relazione agli strumenti e alle competenze di cui dispongono.
- Quali sono gli esami da eseguire per essere ammessi al ciclo di
trattamento pma?
Partner femminile
Gruppo sanguineo *
Cariotipo su sangue periferico *
Screening per la fibrosi cistica *
Elettroforesi Hb *
Dosaggi della G6PDH *
gli esami indicati sopra non hanno scadenza
VDRL - TPHA *
HIV *
HCV *
Markers epatite B *
Rosolia
Toxoplasmosi
Citomegalovirus
Herpes virus
Tampone cervicale per:
- gonococco
- micoplasma
- clamidia
Ecografia pelvica
Isteroscopia
TSH
FSH il 3° giorno del ciclo (solo su richiesta specifica)
Ecografia mammaria (se età maggiore o ugale a 35 anni)
gli esami indicati sopra non devono essere datati oltre 6 mesi
dall’inizio del trattamento
Pap-test
questo esame non deve essere datato oltre 12-14 mesi dall’inizio del
trattamento
gli esami contrassegnati dall’asterisco sono quelli da effettuare
anche per il partner maschile

I centri pma possono decidere in base al caso di non effettuare alcuni
di questi esami
- Quali sono i metodi di stimolazione?
a) ciclo di trattamento senza agonisti del GnRH che inizia nei primi
giorni di una mestruazione spontanea
b) ciclo di trattamento con agonisti del GnRH che inizia
indipendentemente dal ciclo mestruale .

-Prima della FIVET o ICSI si deve fare per forza la IUI?
No, tutto dipende dal motivo dell’infertilità. In caso di infertilità
inspiegato si inizierà con una tecnica di I livello per poi aumentare
in caso di insuccesso. Questo non succederà però, ad esempio in caso di
infertilità dovuta alla chiusura o asportazione delle tube; in questo
caso si passa direttamente alla FIVET o ICSI


Testo di legge
1. Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita e’
consentito solo quando sia accertata l’impossibilita’ di rimuovere
altrimenti le cause impeditive della procreazione ed e’ comunque
circoscritto ai casi di sterilita’ o di infertilita’ inspiegate
documentate da atto medico nonche’ ai casi di sterilita’ o di
infertilita’ da causa accertata e certificata da atto medico.
2. Le tecniche di procreazione medicalmente assistita sono applicate
in base ai seguenti principi: a) gradualita’, al fine di evitare il
ricorso ad interventi aventi un grado di invasivita’ tecnico e
psicologico piu’ gravoso per i destinatari, ispirandosi al principio
della minore invasivita’; b) consenso informato, da realizzare ai sensi
dell’articolo 6.
- Come si fanno le iniezioni sottocutanee?
Munitevi di siringhe per l’insulina e di aghi lunghi sfusi.
Di solito i farmaci sono composti da una fiala e dalla polvere
quindi:
- unire il liquido con la polvere e agitare bene
- scartare la siringa da insulita e sostituire l’ago con uno lungo
- aspirare la quantità di farmaco consigiato
- svuotare l’aria dalla siringa tenendo l’ago ancora inserito nel
flacone per evitare di sprecare il liquido
- sostituire l’ago lungo con quello da insulina
- disinfettare la zona sotto l’ombellico con del cotone imbevuto di
alcol o altro disinfettante.
- stando seduti (per facilitare la presa) prendere fra le mani un pò
di pelle intorno all’ombellicco (circa 5 cm sotto) e infilzare l’ago
con un’angolazione di circa 45 gradi e poi lasciare la presa
- aspirare leggermente (è preferibile farlo) per verificare se esce
del sangue e poi iniettare tutto il liquido lentamente.
- sfilare l’ago e disinfettare nuovamente
fate attenzione a non mescolare o utilizzare la stessa siringa o ago
per più farmaci diversi
- E’ vero che le iniezioni di progesterone sono doloreose?
Sono abbastanza dolorose ma possono essere di aiuto alcuni
accorgimenti come scaldare fra le mani la fiala prima di fare
l’iniezioni, iniettare il liquido molto lentamente, massaggiare
abbondantemente la zona, usare una borsa dell’acqua calda che facilita
l’assorbimento del liquido.
-Se una prima FIVET o ICSI è andata male alla seconda volta dovrei
pagare comunque per intero?
Se alla prima volta sono stati prelevati e congelati degli ovociti,
questi potrebbero (se ancora buoni al momento dello scongelamento)
essere utilizzati per un secondo ciclo e in tal caso i centri fanno
pagare un percentuale in meno diversa da centro a centro.
Assumendo il Decapeptyl, le mestruazioni dovrebbero arrivare comunque
o no?
Dipende da quando si è iniziata l’assunzione del farmaco, se si parte
dal primo o secondo giorno del ciclo (quindi durante le mestruazioni) è
chiaro che queste ci sono e continueranno il loro corso.
Se invece si inizia l’assunzione al 21 giorno del ciclo (o in
qualsiasi altro momento precedente all’arrivo delle mestruazioni)
allora la mestruazione si potrebbe o non si potrebbe presentare a
seconda di come risponde il corpo di chi lo assume. In qualsiasi caso
bisogna continuare l’assunzione del farmaco come consigliato dal
medico
Farmaci per la stimolazione ovarica Puregon e Gonal-F qui trovate i
link su come utilizzare la penna per l’iniezione

 
 
 
 

 

http://www.puregonpen.com/

-Che cos’è la nota 74 e a quali farmaci fa riferimento?
Per i soli farmaci soggetti alla nota 74 (Gonal F = follitroprina alfa
da DNA ricombinante, Puregon = follitroprina beta da DNA ricombinante,
Menogon = menotropina, Fostimon = urofollitropina) il centro PMA
compila un piano terapeutico che consegna alla paziente (ricordatevi di
farne una fotocopia da tenere).
Il piano terapeutico ha validità 6 mesi dalla data di emissione.
La paziente porta il piano terapeutico al proprio medico di base, il
quale è così autorizzato all’emissione della ricetta - per il
trattamento dell’infertilità femminile - con la dicitura “74” nell’
apposito spazio “nota CUF”.
Soltanto con la nota 74 segnata sulla ricetta il farmaco è a carico
del Servizio Sanitario Nazionale.
Una spiegazione dettagliata sulla Nota 74 è consultabile sul documento
del Ministero della Salute, da pagina 110, al seguente link:
http://www.ministerosalute.it/medicinal … egrale.pdf
- Quanto costa la pma?
I costi sono diversi a seconda della scelta del centro (pubblico o
privato) e a seconda della regione o paese estero.
In linea di massima i costi sono i seguenti:
Pubblico
IUI costo che va da Euro 50,00 a Euro 100,00 monitoraggi e farmaci
esclusi
FIVET costo che va da Euro 400,00 a Euro 1.000,00 monitoraggi e
farmaci esclusi
ICSI costo intorno a Euro 1.000,00 monitoraggi e farmaci esclusi
Privato
IUI costo che va da Euro 250,00 a Euro 800,00 farmaci esclusi
FIVET costo che va da Euro 3.000 a Euro 4.000 farmaci esclusi
ICSI costo intorno a Euro 4.100.00 farmaci esclusi
TESE costo intorno Euro 1.800,00
- Come arrivano gli ovociti in laboratorio?
Dopo il pick-up gli ovociti arrivano in laboratorio in provette
sterili e immersi in liquido follicolare. Vengono localizzati mediante
il miscroscopio, puliti e conservati nell’incubatrice in coltura a 37°
C
-Gli ovociti ottenuti nel ciclo hanno la stessa qualità?
No, la qualità degli ovociti è una caratteristica intrinseca di ogni
donna.
Dopo il pick-up si ottiene un numero eterogeneo di ovociti, dei quali
circa l’80% sono maturi ma sono presenti anche ovociti immaturi o con
aspetto degenerato che non sono adatti alla fecondazione.
- Quando deve essere ottenuto il campione di liquido seminale?
Al termine del pick-up si richiede il campione di liquido seminale da
parte dell’uomo, ottenuto tramite masturbazione in un recipiente
sterile, previo lavaggio delle mani e dei genitali. Il campione viene
poi consegnato ai biologi che cominciano il trattamento prima che
trascorra un ora dal suo ottenimento.
E’ necessario preparare il liquido seminale in modo speciale?
Gli spermatozoi devono essere separati dal plasma seminale prima di
acquistare la capacità fecondante.
- Vengono fecondati tutti gli ovociti inseminati in Vitro?
No, in condizioni normali la percentuale è intorno al 70%
- Cosa si osserva il giorno seguente alla fecondazione?
Dopo 17-20 ore dall’inseminazione l’ovocita fecondato presenta due
pronuclei, corrispondente ai codici genetici femminile e maschile. Si
possono osservare ovociti fecondati correttamente, ovociti non
fecondati o fecondati in modo anomalo.
- Cosa si osserva due giorni dopo la fecondazione?
Dopo 48 ore si osservano i primi embrioni che possono essere divisi in
2,3, 4 e 5 cellule con percentuale di frammentazione variabile.
- Come sono gli embrioni tre giorni dopo la fecondazione?
Gli embrioni devono aver duplicato il numero di cellule che avevano il
secondo giorno. Alcuni embrioni possono bloccarsi ed arrestare il loro
sviluppo nel passaggio dal secondo al terzo giorno.
- Che tipo di vita è consigliabile fare fra il momento del
trasferimento e il test di gravidanza?
Si consiglia di evitare sforzi fisici, rapporti sessuali con
penetrazione e lunghi percorsi in macchina, per il resto si può
condurre una vita del tutto normale.
-Come si fa a sapere se si è incinta?
Dopo circa 12-15 giorni dal trasferimento si fa un test di gravidanza
o le analisi del sangue anche se si ha avuto delle perdite più o meno
intense.
Quando deve essere fatta la prima ecografia ?
Dopo circa 15 giorni dal test di gravidanza o delle beta.
- Quando viene fatta l’iniezione di gonadotropina corionica ?
Una volta raggiunta la maturazione degli ovuli intorno ai 21 mm, si
procede con l’iniezione di gonadotripina che viene fatta 36 ore prima
del pick-up rispettando scrupolosamente l’orario.
- Quando bisogna avere l’ultima eiaculazione ?[b/]
L’ultima eiaculazione bisogna averla mediante masturbazione o rapporto
protetto il giorno stesso dell’iniezione di gonadotropina

scritto da Babymary