(Alice in Wonderland USA 2010 Fantastico)
Regia di Tim Burton
con Johnny Depp, Mia Wasikowska, Helena Bonham Carter, Anne Hathaway
TRAMA
Il film è tratto dai due romanzi di Carroll, Alice nel paese delle meraviglie e Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò. In questo film Alice ha diciassette anni: fuggendo dalla sua festa di fidanzamento si trova in
un mondo molto strano, popolato da strane creature che aveva già visto da piccola ma di cui si era dimenticata. Alice dovrà aiutarli a liberare il mondo dalla tirannia della perfida regina rossa. CONSIDERAZIONI
Sembrava che il magico mondo di Alice e dei suoi personaggi fantastici dovesse essere perfetto per un regista come Tim Burton, il connubio migliore mai esistito tra un regista ed un libro, almeno sulla carta.
Purtroppo, colpa anche delle grosse aspettative che avevamo da un film come questo, il risultato non lascia altro che una punta di delusione.
A dire il vero non c’è niente che non vada: gli attori sono bravissimi, i personaggi ricreati dal regista sono perfetti, l’atmosfera burtoniana non manca, veniamo portati in un mondo strano, cupo ma non spaventoso, ma c’è qualcosa che non mi sconfinfera.
E’ come se ad un certo punto non sapesse come farlo finire, o forse molto più semplicmente al film manca quella marcia in più, bello sì, ma poteva essere meglio.
Ma mi chiedo anche, visto che Burton ha dichiarato che si sarebbe attenuto il più possibile all’essenza del romanzo, non è che per caso la colpa è da attribuire a Carroll? CURIOSITA’
Nel diciannovesimo secolo i cappellai, per lavorare il feltro, erano spesso costretti ad usare il mercurio, sostanza particolarmente tossica che tra i tanti effetti collaterali provocava stati di allucinazione e squilibrio mentale.
La risposta alla domanda che spesso fa il cappellaio matto: “perchè un corvo assomiglia ad una scrivania?” è stata creata da Carroll per non avere una risposta. In seguito alla pubblicazione del romanzo però le risposte arrivarono da parte dei lettori. Una di queste è che il corvo assomiglia ad una scrivania poichè sia uno che l’altro hanno le penne. CITAZIONE
“Si dice che per sopravvivere qui bisogna essere matti come un cappellaio.
E per fortuna… io lo sono”
(Moon UK 2009 Fantascienza)
Regia di Duncan Jones
con Sam Rockwell, Dominique McElligott
TRAMA
Sam Bell ha passato gli ultimi 3 anni della sua vita completamente solo alla Selene, una base lunare in cui si estrae l’helium 3, prezioso gas che potrebbe risolvere il problema energetico della terra.
Mancano pochi giorni prima di poter ritornare a casa dalla sua famiglia quando inizia ad avere strane visioni.
Quando una tranquilla operazione di routine va storta Sam comincia a sospettare che la Lunar, la compagnia per cui lavora, gli abbia nascosto qualcosa sul vero motivo per cui lui si trova lì. CONSIDERAZIONI
Bellissimo film di fantascienza come non se ne vedeva da anni. Il regista ha voluto rendere omaggio alle ambientazioni di vecchi film degli anni 70 80 come Alien, 2002 La seconda odissea e Atmosfera zero, ricreando un’atmosfera dai colori prevalentemente grigi. Si respira infatti il senso di alienante claustrofobia e solitudine che il protagonista prova durante questi lunghi 3 anni.
E’ un film che con toni pacati e con un ritmo lento riesce comunque a trascinarti dentro, e Sam Rockwell, ormai attore affermato che non sbaglia un colpo, riesce a prendersi sul groppone tutto il peso di un film, e ci riesce benissimo.
Una sorpresa per un film passato sicuramente troppo in sordina nelle sale durante le feste natalizie quando l’offerta è ricca ma non sempre di qualità, avrebbe meritato molta più considerazione di altri. CURIOSITA’
Il regista Duncan Jones, al suo esordio con questo suo lungometraggio, altro non è che il figlio del celebre cantante David Bowie e della sua ex moglie Mary Angela Barnett. CITAZIONE
“La Lunar Industries resta l’azienda leader nella fornitura di energia pulita in tutto il mondo grazie al lavoro duro di persone come te”.
(Shutter Island Usa 2010 thriller-horror)
Regia di Martin Scorsese
con Leonardo Di Caprio, Mark Ruffalo, Ben Kingsley
TRAMA
Nel 1954 due agenti federali vengono mandati ad Ashecliff, un manicomio criminale situato in un’isola chiamata Shutter Island. Lì dovranno indagare sulla scomparsa della detenuta Rachel Solando, che sembra svanita misteriosamente dalla sua stanza senza lasciare alcuna traccia.I due agenti però, si accorgeranno presto, che la scomparsa della donna non è l’unico mistero che si nasconde in quel luogo. CONSIDERAZIONI
Ho visto questo film conoscendone già tutti i particolari ed il finale, visto che recentemente avevo letto il libro di Dehane. Ricordo che il libro mi sorprese parecchio, e forse in questo Scorsese s’è sbottonato un pò troppo lasciando intuire un possibile finale ma resta il fatto che
il regista non si smentisce mai: il film è davvero coinvolgente, sconvolgente e riesce ad essere anche più cupo e terrificante del libro stesso. Di caprio, nella parte del protagonista Teddy Daniels, è strepitoso e si riconferma un attore di eccezzionale bravura.
Alcune scene sono davvero forti, trovo che il divieto ai minori di 14 anni sia più che dovuto, detto questo però è un film che consiglio vivamente: Un thriller mozzafiato, da vedere (e da leggere). CURIOSITA’
Il film è tratto dal romanzo del 2003, L’isola della paura, scritto da Dennnis Lehane e pubblicato in Italia dalla casa editrice Piemme.
Le scene sull’isola sono state girate sull’isola di Peddocks nel Massachussets. CITAZIONE
- Dottor Cawley: Ispettore.
- Teddy: Dottore. Allora, questa prigioniera Rachel Solando è evasa nelle ultime 24 ore, è considerata pericolosa?
- Dottor Cawley: Diciamo di si… La costa più vicina è a 11 miglia e l’acqua è gelida. Non sappiamo com’è uscita dalla sua stanza, siamo tornati per il giro di mezzanotte ed era sparita, come se fosse evaporata attraverso le pareti.
(2012 Usa, 2009 fantascienza)
Regia di Roland Emmerich
con John Cusack, Amanda Peet, Thandie Newton, Danny Glover
TRAMA
La famosa profezia maya sembra essere veritiera e la fine del mondo ormai vicina. Un gruppo di scienziati con la collaborazione del Presidente degli stati uniti d’america cerca una soluzione per salvare il maggior numero di persone, ma la distruzione è più vicina di quanto si pensi.
CONSIDERAZIONI
Era stato annunciato come uno dei film più attesi, e anche il trailer prometteva bene…peccato che il film sia una delle più colossali stupidaggini che abbia mai visto in vita mia. Uno di quei film che mandano in onda in seconda serata su italia 1 nei mesi caldi, di quelli stile “api assassine”, solo che questo è costato notevolmente di più. La differenza tra questo genere di film e 2012 sta soltanto negli effetti speciali, perchè come ti distrugge bene il mondo Emmerich nessuno ci riesce (ve lo ricordate L’alba del giorno dopo?), ma per il resto non c’è altro da dire. C’è il clichè della famiglia allargata, i figli che non credono nella figura del padre che però poi si dimostra un eroe, gente che a malapena sa tenere in mano una cloche e che di punto in bianco guida un aereo di linea schivando bombe di lava e fumo nero, passando attraverso grattacieli in rovina e chi più ne ha più ne metta: insomma, anche lasciando perdere le strampalate teorie apocalittiche, questo film non sta in piedi. A chi lo consiglio? agli amanti della corazzata Potemkin, perchè come dice fantozzi “questo film è una cagata pazzesca”.
CURIOSITA’
Il regista sta sviluppando una miniserie intitolata “2013″,na sorta di sequel del film che racconterà cosa avviene dopo l’apocalisse.
Nella scena che mostra il crollo della Basilica di San Pietro si vede il premier italiano morire mentre prega nella piazza insieme al Papa e alla popolazione. Emmerich ha dichiarato che il suo premier non può essere identificato con Silvio Berlusconi
in quanto lui sarebbe stato il primo a scappare.
CITAZIONE
“Sarò l’ultimo presidente degli Stati Uniti d’America”
Pelham 123 - Ostaggi in metropolitana
(The taking of Pelham 123 USA 2009 azione)
Regia di Tony Scott
con Denzel Washington, John Travolta, John Turturro e James Gandolfini
TRAMA
Walter Garber, declassato ad addetto allo smistamento ferroviario per colpa di una tangente, si trova al suo posto di lavoro quando si accorge che sul treno Pelham 123 c’è qualcosa di insolito. Presto verrà contattato dal capo dei dirottatori, Ryder, che vuole 10 milioni di dollari entro un’ora, scaduta la quale, inizierà ad uccidere un ostaggio al minuto. Tra Ryder e Garber inizierà una lunga e tesa conversazione per cercare di evitare il peggio.
CONSIDERAZIONI
Essendo tratto da un vecchio romanzo anni 70 penso che la trama ormai sia paragonabile ad un sacco di altri film di genere poliziesco: ostaggi, soldi di mezzo, autorità, scadenze incombenti, negoziatori professionisti, insomma, il film è tutto un insieme di queste cose. Dove sta l’originalità? se vi dico Tony Scott vi viene in mente nulla? è il regista di Top Gun, Nemico Pubblico, Allarme Rosso, Spy Game e tanti tanti altri, oltre ad essere naturalmente il fratellino di Ridley (quello di Alien, tanto per dirne uno). E’ un regista favoloso, la fotografia del film, le inquadrature, il ritmo incalzante e la scelta di attori strepitosi come Denzel Washington (che non ne sbaglia uno) e di un insolito massiccio, cattivo John Travolta fanno di questo film sicuramente un bel action movie, magari non uno dei suoi film migliori, ma sicuramente un bell’8 in pagella se lo merita tutto. Da vedere.
CURIOSITÀ
Questo è il terzo adattamento cinematografico del romanzo di John Godey “Il colpo della metropolitana”. Gli altri due risalgono al 1974 (con Walther Matthau) e al 1998.
CITAZIONE
“- Walter: Una giornata impossibile da prevedere.
- Ryder: Io lo sapevo che iniziava così.
- Walter: Si, ma sai come andrà a finire?”
“Tutti dobbiamo una morte a Dio”
(Surrogates USA 2009 fantascienza)
Regia di Jonathan Mostow
con Bruce Willis, Ving Rhames
TRAMA
In un futuro prossimo la gente ormai vive isolata in casa e interagisce col resto del mondo usando dei robot umanoidi che comanda attraverso un’interfaccia mentale. Questa tecnologia però non piace a tutti e c’è qualcuno che cerca di sabotarla uccidendo il figlio dell’inventore e dando inizio ad una serie di omicidi. L’agente Greer sarà a capo dell’indagine, ma presto sarà costretto ad indagare in prima persona senza l’aiuto del suo surrogato.
CONSIDERAZIONI
Inizia come un bel film di fantascienza, anche piuttosto credibile visto che già oggi la maggior parte delle persone trova più semplice interagire con gli altri usando un “avatar” e nascondendosi dietro ad un computer. Solo che la tecnologia nel frattempo è andata avanti e gli avatar ora sono umanoidi che camminano per strada, vanno a ballare e fanno sesso per noi togliendoci il disturbo di vivere in un mondo pieno di pericoli e cosa più importante, dandoci la possibilità di avere l’aspetto che più ci piace: vivere in un mondo di persone sempre giovani, belle e in salute…..proprio un film di fantascienza insomma. Però, c’è un però: il film dalle atomosfere futuristiche si trasforma nel solito film d’azione e spionaggio tanto caro al nostro Bruce, bravo per carità, ma il film non è granchè: prevedibile e noioso. Peccato, perchè uscito quasi in concomitanza con “avatar” poteva anche approfittare dell’assonanza invece mi ha deluso.
CURIOSITÀ
il film è basato su una Graphic novel del 2005 intitolata “The surrogates” di Robert Venditti e Brett Weldele recentemente pubblicato in Italia dalla Rizzoli\Lizard in un unico volume.
CITAZIONE
“Potrebbe trattarsi di omicidio: il primo da 15 anni”
(District 9 USA\Nuova Zelanda 2009 Fantascienza)
Regia di Neill Blomkamp
con Sharlto Copley, Jason Cope
TRAMA
Sud Africa 1982. Un’astronave aliena si ferma sopra la città di Johannesburg, all’interno si trovano milioni di esseri umanoidi disidratati e stanchi che vengono portati sulla terra ferma e relegati in una riserva chiamata “district 9″. Malvisti dalla popolazione, il governo sarà costretto a spostarli in una nuova baraccopoli a diversi km dalla città: inizierà quindi l’azione di sfratto che vedrà a capo di questa operazione Vikus Van De Merwe, il genero del capo della MNU, una multinazionale interessata a scoprire la tecnologia bellica aliena.
CONSIDERAZIONI
Non so dire se mi è piaciuto o meno. E’ un film diverso dai soliti film sugli alieni, ed è strutturato come se tutte le scene che vediamo fossero frutto di interviste, filmati estrapolati da videocamere di sorveglianza, una sorta di documentario insomma (o meglio un mockumentary). E’ un’idea originale, come lo è la trama, questo è sicuro. Gli alieni vengono sulla terra ma c’è qualcosa che va storto e hanno bisogno di noi per il sostentamento, e siccome non c’è fiducia di ciò che non si conosce li sbattiamo in una riserva, li teniamo a distanza come è successo per gli africani in america, per gli ebrei con Hitler: in poche parole una sorta di apartheid, di segregazione razziale, e forse non a caso è stato ambientato proprio in sud africa (luogo di nascita dell’apartheid).
Cosa non mi convince? è così originale che alla fine forse risulta troppo grottesco, e invece che una cosa voluta sembra davvero fatto con due lire. Forse è l’attore principale che non mi convince, magari i dialoghi, o il clichè già strausato della multinazionale senza scrupoli, non so, ha fatto così tanto clamore ma francamente mi aspettavo di meglio.
CURIOSITÀ
Il ministro dell’informazione nigeriana ha chiesto ai cinema della capitale Abuja di non proiettare il film in quanto sostiene che danneggi l’immagine della Nigeria, mostrandolo semplicemente come un popolo di cannibali, spacciatori e criminali.
CITAZIONE
“Non rinunciare a me, io non ho mai rinunciato a te.”
CHI E’ L’AUTORE? Stephen King DI CHE PARLA?
In una casa isolata in riva ad un lago, Jessie acconsente ad esaudire le fantasie del marito Gerald e si fa ammanettare a letto. Ma il gioco comincia a non essere più tanto divertente quando riaffiorano in lei fantasmi dal passato che la inducono a tirare un calcio al marito, il quale si affloscia inerte, apparentemente morto… QUANTO TI è PIACIUTO E PERCHE’?
Mi è piaciuto molto, anche perchè la storia si sviluppa in una maniera che non mi sarei mai aspettata di leggere. CHE COSA TI HA FATTO DECIDERE DI LEGGERE QUESTO LIBRO?
Un consiglio da un’amica e il fatto che lo scrittore sia niente di meno che Stephen King. LO CONSIGLIERESTI? A CHI?
A tutti (gli adulti). UNA COSA CHE TI HA COLPITO POSITIVAMENTE O NEGATIVAMENTE?
Mi aspettavo che la storia finisse in maniera diversa per un particolare a cui ho dato forse troppa importanza e che mi ha sviato completamente: immaginazione e realtà in certi casi possono essere confusi facilmente.
C’è poi una descrizione minuziosa di una scena piuttosto cruenta che solo King poteva descrivere così bene: uno scrittore che ho rivalutato moltissimo grazie a questo libro.
COME SI INTITOLA IL LIBRO? Duma Key CHI E’ L’AUTORE?
Stephen King DI CHE PARLA?
Edgar Freemantle è un ricco costruttore edile del Minnesota.Ha una bella moglie, 2 figlie affettuose già grandi, e una vita serena.Un giorno il suo pik-up si scontra con una gru in un cantiere e la sua vita cambia per sempre.Si salva per miracolo, ma perde il braccio destro e lesioni in tutto il corpo e testa.Ci vorrà molto tempo affinchè le ferite guariscano e anche la sua testa ritorni a posto.A causa dei suoi momento non lucidi aggredisce anche la moglie la quale alla fien decise di lasciarlo.Per sbarcare al meglio la convalescenza del corpo e della mente, il suo psicologo gli consiglia di partire per un lungo viaggio, di cambaire aria.Così Edgar si trasferisce in Florida, nell’isolettadi Duma Key prendendo in affitto una graziosa villa rosa in riva al mare.Lì decide di riprendere una sua vecchia passione, la pittura.Comincia così a dipingere i bellissimi tramonti del Golfo giiungendo oggetti che apparentemente non si intonano all’ambiente ma che ne complesso rendono il quadro unico.Durante le sue escursioni in spiaggia conosce Wireman, l’uomo che si occupa dell’anziana Elizabeth Eastlake, ricca mecenate , nonchè padrona di casa di Edgar ma che purtroppo lotta ogni giorno con l’alzheimer e i mali dell’età.La donna alterna momenti lucidi a momenti confusi, ma è proprio in tali frangenti che Edgar si sente vicino a lei in molte cose, soprattutto al suo passato di bambina e alle pitture che lui sta producendo a ritmi incalzanti.I due hanno poi disegnato la stessa barca vista al largo.Era solo un sogno?che misteri si celano a Duma Key e nel passato di Elizabeth?Edgar, Wireman e il giovane Jack avranno il compito di sistemare e mettere a dormire di nuovo, il “mostro” che dominava i sogni e la vita dell’allora piccola Elizabeth negli anni 20. QUANTO TI è PIACIUTO E PERCHE’?
Mi è piaciuto molto, è un libro lunghissimo ma che non annoia nemmeno per un minuto.Scorre piacevolmente nonostante il ritmo aumenta solo nelle ultime 100 pagine.A quel punto l’ansia sale e la voglia di arrivare in fondo è immensa.Ma anche nella parte precendete si fa leggere bene, le descrizioni sono bellissime, i dialoghi di Edgar e Wireman mai banali.Non scorderò mai la frase di Wireman “Siamo così bravi ad ingannarci che ne potremmo fare una professione” CHE COSA TI HA FATTO DECIDERE DI LEGGERE QUESTO LIBRO?
Era da un pò che stava nel mio scaffale e ammetto che la dimensione stile mattone mi scoraggiava un pò.Ma appena cominciato a leggerlo ho capito che sarebbe finito in un baleno.Di solito leggo gialli, ma di tanto in tanto li alterno con horror. LO CONSIGLIERESTI? A CHI?
Chi ama il Re non può tralasciare questo capolavoro.Ho letto alcune critiche di lettori a cui non è piaciuto molto per via della troppa tranquillità che regna per buona è parte del libro.Ritengo che uno straordinario scrittore come King non possa essere giudicatto sempre per gli schizzi di sangue e i morti che compaiono negli scritti.L’inquietudine viene anche da tante altre cose, fatti, personaggi.E’ il non detto che spesso fa salire l’ansia. UNA COSA CHE TI HA COLPITO POSITIVAMENTE O NEGATIVAMENTE?
Mi sono piaciute tanto le descrizioni di Duma Key, della giungla, del mare e del canto delle conchiglie.Il finale poi è davvero molto bello, degno epilogo di questa storia antica e moderna allo stesso tempo.Struggente e tristi le ultime pagine, ma senza rimpianti.
COME SI INTITOLA IL LIBRO? L’ultimo copione di John Pellam CHI E’ L’AUTORE?
Jeffery Deaver DI CHE PARLA?
John Pellam vuole dirare un film documentario a New York e ha preso come riferimento l’anziana donna di colore Ettie Washington, la quale racconta della sua intera vita passata nel quartiere malfamato di Hell’s Kitchen.John già ne vede un successo al botteghino quando un imporvviso incendio manda in rovina il palazzo in cui abita Ettie e non solo, essa viene accusata di aver appiccato l’incendio per riscuotere i soldi dell’assicurazione.Ci sono alcune prove contro di lei e quindi viene arrestata in attesa del processo.Ma John è convinto dell’innocenza della donna, quindi per il bene del suo ormai improbabile film e soprattutto per l’amicizia che lo lega ad Ettie, cercherà di scoprire chi è il vero piromane dato che New York è vittima di altri misteriosi incendi. QUANTO TI è PIACIUTO E PERCHE’?
La saga di John Pellam la ritengo inferiore a quella di Lyncon Rhyme ma sono sempre dei bei racconti non privi del classico coniglio nel cilindro di cui deaver è maestro.
Lo spaccato della Grande Mela è il punto principale del libro.Girare per NY non da turista, ma in veste di investigatore, può essere non molto piacevole e soprattutto a rischio della propria vita.Pellam gira nei bassifondi, si mischia alle gang, il linguaggio usato è davvero colorito. CHE COSA TI HA FATTO DECIDERE DI LEGGERE QUESTO LIBRO?
Ero appena tornata da NY quando l’ho letto e sognavo di essere ancora lì.Mi sembrava di svoltare gli angoli con John, vedere gli stessi negozi e i cartelli delle vie più famose del mondo.Mi sarebbe piaciuto in ogni caso, ma dopo quel viaggio è stato di sicuro più dolce la lettura. LO CONSIGLIERESTI? A CHI?
A tutti gli amanti di Deaver e di gialli UNA COSA CHE TI HA COLPITO POSITIVAMENTE O NEGATIVAMENTE?
Mi ha colpito soprattutto conoscere la parte più scura della Grande Mela, quella che il turista non vede e che nemmeno ha voglia di vedere.Certe cose ti accadono accanto mentre sei lì e non te ne accorgi, perchè non sei in grado di capire.